Dipartimento per l’Economia e l’Occupabilità
Patto Territoriale: Ruberto, componente del cpel, presenta al Vice-Presidente Parisi, la proposta dell’Istituzione dell’Ufficio Unico del Patto dei Monti Dauni da realizzarsi nella città di Modena.
La Fondazione Culturale dei Monti Dauni “LiberaL”, ha presentato nei giorni scorsi, la proposta dell’Istituzione dell’Ufficio Unico, del patto dei Monti Dauni da realizzarsi nella Città di Modena.
La proposta, di notevole spessore, ha affrontato molti aspetti del progetto, dal costo complessivo dell’idea progetto, al numero dei componenti che dovranno porre in essere tale progetto,non inferiore a due, di fatti il costo complessivo reale ammonta a euro 64.000.00, la durata del progetto dovrà essere non inferiore ai due anni, scopo dell’ufficio unico sarà:
- contattare le imprese del nord est per porre in essere una seria politica di delocalizzazione d’impresa nell’area del patto dei monti dauni;
- promuovere giornate di Studio sul nostro territorio con l’associazione degli Industriali di Modena e di Capitanata, sono previsti due appuntamenti annuali da realizzarsi uno a Modena ed uno a Foggia;
- Porre in essere rapporti Istituzionali con gli Enti locali della Provincia di Modena e con la stessa Provincia ospitante;
- Incentivare gli insediamenti delle micro-imprese del Modenese nell’area del Patto dei Monti Dauni- Ascoli,Candela,Rocchetta;
Compito prioritario dell’Ufficio Unico, sarà la promozione del territorio in un più ampio contesto di progettualità, per la creazione di una vera politica vocata, all’occupabilità.
Il responsabile dell’Ufficio Unico, dovrà relazionare semestralmente al Presidente della Provincia ed all’assessore alle attività produttive, nonché allo stesso consiglio provinciale.
Creare uno strumento con risorse pubbliche, che si muova con l’agilità e l’autonomia di una struttura privatistica, è la vera novità che deve essere introdotta nella pubblica amministrazione, secondo i componenti della Fondazione, restare in attesa di future politiche per lo sviluppo, che ancora oggi ci vengono calate dall’alto, è la vera anomalia del sistema Italia e di Capitanata.Fare interagire operator
i economici di aree economiche così diverse, e strutturalmente lontane anni luce, contiene in sé la creazione di una implicita crescita che ne possono ricavare i nostri imprenditori locali, e gli stessi operatori delle Pubbliche Amministrazioni.
Tale progetto, dunque, nasce dal vissuto di esperienze amministrative che necessitano di appositi strumenti operativi, per porre in essere le basi, per una reale interazione e sinergia fra le due Province, e le due associazione Industriali, e tutti gli enti locali interessati a progetti di sviluppo e di crescita, solo l’interazione economico-sociale, fra aree diverse aventi necessità non eguali, può portare reciproche forme di vantaggi sociali ed economici.
È necessario guardare al futuro, con una nuova mentalità, traendo fuori dall’agone politico e partitico l’impegno per lo sviluppo della nostra capitanata, in quanto lo sviluppo dovrebbe accomunare e non dividere, attuare progetti innovativi e propositivi, è uno degli strumenti utili per porre in essere nuovi viatici nell’amministrazione pubblica, che dovrebbe dare e costruire risposte per una nuova e fulgida realtà provinciale, apparentemente povera, ma dalle potenzialità in molti casi inespresse. È quantomai opportuno che nuovi progetti siano messi in campo per tentare di costruire una Capitanata diversa, che faccia della legalità, dell’occupabilità, e della correttezza, i propri assi portanti,prescindendo dalla sterile partigianeria politico-partitica, inespressiva ed improduttiva.
Il Presidente della Fondazione
Dott Luigi Ruberto

La forza del pensiero tra azione e inazione.
di Luigi Ruberto-Club Liberal monti Dauni
Viviamo in un periodo storico in cui, ogni eccesso si traduce in un assenza di ogni reale forma di concretezza. Viviamo in una democrazia che dovrebbe essere una straordinaria piattaforma di manifestazione del pensiero, ma in molti casi questo non è o il pensiero è fittizio o viziato; in realtà il pensiero dovrebbe essere esercitato ogni giorno, su ogni questione su ogni argomento.Molte aree del nostro territorio, sono carenti di vere ed autentiche espressioni del pensiero, della più straordinaria forma di sviluppo della specie umana, dell’amaca che dondola e tiene unite le società e le economie del mondo. Esso è per natura sempre manchevole di un quid, perché soggetto agente in divenire, esso è incompiuto ma tende verso la sua compiutezza, esso è azione, se esercitato ed espresso, inazione se non espresso, a volte non incisivo se espresso male o nel momento sbagliato. Il pensiero dunque, è, esso non può non essere. Il pensiero agisce, comprende, coinvolge, anela, vive, pulsa, orienta, a volte amministra, altre volte crea sviluppo e muove le economie. Il mezzogiorno d’Italia, è fonte di straordinari pensatori, e soggetti attivi ed agenti, ma è anche un luogo di aree prive di pensieri e dunque di bagliori di luce. Tutti coloro che si sono immolati per combattere le ingiustizie e le varie e innumerevoli forme di illegalità, hanno attuato e vissuto il loro pensiero, hanno realmente usato ciò che di più prezioso ha un essere umano, la ragione connessa alla forza della passione, utile strumento di propulsione degli istinti positivi. Dopo questo periodare ed analizzare il pensiero, è opportuno toccare con mano la realtà. La realtà è materializzazione del pensiero. Se ci giriamo intorno e vediamo strade in ordine, quartieri curati, gente che interagisce civilmente, vuol dire che il pensiero è predominante ed attivo.Se al contrario, intorno a noi tutto è decadenza il pensiero è inattivo, rinchiuso e vittima degli istinti bestiali e più reconditi della specie umana. Dopo quanto abbiamo detto, ben si comprende che il ruolo del pensiero che si fa azione e concretizzazione di progetti reali è la vera sfida che ci si trova dinanzi chi diventa soggetto cerniera, tra il mero intellettualismo senza meta e l’arte e la concretezza della realizzazione di progetti concreti,frutto del pensiero pensato. La Capitanata, il mezzogiorno e molte aree del nostro paese dovrebbero in realtà attuare e dare spazio al pensiero-azione che diventa realtà concreta, per vincere la rassegnazione, per vincere i luoghi comuni, per vincere gli interessi illegittimi e che molti vorrebbero immutabili, per vincere le paure più recondite che una democrazia non può e non deve tollerare. La crisi economica e sociale che stiamo vivendo, è da un punto di vista sociologico il frutto di un pensiero egoistico ed inattivo che ha portato al fallimento di innumerevoli istituti di credito che hanno coinvolto come in un domino piccole e grandi imprese, famiglie e semplici cittadini. Da questo si può capire come il pensiero liberale è il vero motore della società, costruire società prive di strade del pensiero, è un errore madornale, così come è un errore palese costruire linee economiche e pensieri imprenditoriali uniformi. L’uomo, per sua natura è simile ma non uguale, diverso da individuo a individuo, è dunque necessario incentivare il pensiero-azione, lì dove esso è assente, perché vittima di costrizioni illegali o di arretratezza culturale, e non costruire società che creino pensieri unici o dominanti, per non rischiare un nuovo eretismo del terzo millennio.
Dott Luigi Ruberto

Necessario Infrastrutturare il Mezzogiorno
di Luigi Ruberto Club Liberal Monti Dauni
Il Mezzogiorno d’Italia è il vero elemento di svolta per fare grande l’Italia. Se solo si volesse realmente combattere la criminalità organizzata, se solo si riuscisse a costruire un grande piano infrastrutturale per il mezzogiorno, l’Italia potrebbe oggi più di ieri dare un contributo reale per costruire nuovi percorsi storici e politici per politiche Europee. Con la creazione dell’area di libero scambio nel mediterraneo, l’Italia potrebbe avere la sua ennesima grande occasione per rilanciarsi nel mondo delle economie mediterranee. Il mezzogiorno è, e resta una grande miniera di risorse per l’intera Nazione, anche se molte forze politiche continuano imperterrite a costruire politiche antimeridionalistiche. Non c’è dubbio che il sud deve ricominciare a fare a far bene, con nuove politiche territoriali ed interregionali vocate allo sviluppo, alla micro impresa e all’alta formazione con distretti d’eccellenza per lo sviluppo dell’intero mezzogiorno. Per troppi anni il sud, è stato lasciato al suo destino senza reali politiche innovative vocate allo sviluppo, e all’innovazione con sperpero per troppi anni di danari pubblici. È necessario introdurre nuove politiche, per il mezzogiorno e nel mezzogiorno, per il bene dell’intera Nazione Italica che non potrà che averne benefici da politiche che tendano ad introdurre nuove politiche economiche nell’interesse di intere generazioni meridionali. Anche se qualcosa è stato fatto dall’attuale Governo, molto potrebbe esser ancora fatto con la creazione di una vera banca del sud per il Sud, per finanziare giovani imprenditori e cittadini che vogliono costruire ricchezze nella loro terra natia. Per realizzare tutto questo è necessario ridurre di molto la criminalità organizzata che in alcune aree del mezzogiorno è, e resta ancora un elemento che condiziona fortemente le economie di quell’area determinata,ma c’è anche un altro sud, il sud che pochi giorni fa con Don Ciotti dell’associazione Libera, è sfilato per dire no alla criminalità organizzata e ricordare le vittime della mafia. Una nuova pagina può esser scritta, anche dalla nuove generazioni che si affacciano al mondo della vita pubblica, basta solo costruire reali percorsi di democrazia partecipata impegno arduo e difficile ma non impossibile. Se è vero com’è vero che i grandi traguardi si raggiungono con sacrificio ed impegno concreto ai meridionali queste qualità non mancano, e le forze politiche devono farsi interpreti di queste nuove esigenze che son presenti nella comunità dei cittadini della nostra Nazione Italica.
Dott Luigi RUBERTO



La polvere sotto il tappeto.
di Luigi Ruberto
Club Liberal Monti Dauni-Fg
E’ proprio vero un eccesso di informazione porta sempre più spesso ad un assenza di informazione, ad una tabula rasa del sapere. Seguiamo quotidianamente tv,giornali, internet ed altro e crediamo di esser informati ma lo siamo sul serio? Un’informazione seria dovrebbe affrontare i problemi, analizzarli proporre anche istanze e potenziali soluzioni ma tutto questo sembra non esserci nel panorama dell’editoria Italiana.
Eppure il parlatoio dei giornali e delle tv continua sempre più il proprio percorso di scontro di poteri, senza affrontare appunto le tematiche sociali che stagnano nell’Italia post-Industriale. Disoccupazione, assenza di infrastrutture al sud, mancanza di forme di ingresso nel mondo del lavoro per i giovani, sono solo alcune delle forti tematiche che il potere dell’informazione potrebbe e dovrebbe approfondire. La cultura del gridarsi addosso in uso da alcuni anni in Italia non sta portando agi e lustro alla nostra democrazia tecnocratica elefantiaca. Il nostro è una paese che arranca, che costruisce strade ed autostrade in Libia ma tiene il sud del paese fermo con infrastrutture di mezzo secolo fa. Eppure sembra che i cittadini siano contenti, quasi abbagliati da non si sa cosa. Ma è realmente così?. Molte aziende per superare la crisi stanno sposando politiche di condivisione degli utili, vale a dire condividere con tutti i dipendenti una percentuale della ricchezza prodotta. Un’idea che sembrerebbe nobile e farebbe sentire tutti parte di una squadra vincente e responsabilizzerebbe i singoli soggetti agenti. Uno Stato Nazione come il nostro, dovrebbe attuare politiche sociali similari di condivisione delle utilità marginali di sistema, incentivando le famiglie, le giovani coppie, il sostegno ad una vera politica per la natalità. Ma queste politiche non vengono attuate né a livello centrale né a livello periferico. La costruzione di una società meritocratica e che allevi sé stessa passa attraverso l’investimento nel futuro e nelle aree marginali o cosiddette fas vale a dire aree sottoutilizzate. Si governano le emergenze, si programmano manutenzioni, si fa il possibile per seguire i fatti e gli accadimenti, ma sempre meno sono gli uomini di Governo che creano fatti e accadimenti per guidare gli eventi. Sembra che tutti siano vittima di un eterno girotondo dove il movimento è comune a tutti ma la circolarità e l’azione non portano da nessuna parte, se non danno l’impressione del movimento che in realtà è un movimento statico, e dunque inutile. Per qualche settimana il mezzogiorno è entrato nell’agenda politica del Governo, ma né è uscito frettolosamente dopo che è stata aggiustata la pratica Sicilia. Lo stivale dunque deve far da sé, per sperare di rimanere attaccato al resto del paese mentre nessun piano straordinario per le imprese del sud, per i giovani del sud, o per le amministrazioni del sud è in agenda e preveda un’attuazione imminente. E dire che basterebbe un pizzico di volontà, fantasia, e qualche spicciolo.

Club Territoriale dei Monti Dauni “LiberaL”
Web site http://www.liberalfondazione.it
Rocchetta: Comune capofila per l’innovazione Tecnologica.
Dopo anni di battaglie, scontri e confronti, finalmente anche il Comune di Rocchetta, entra nel terzo millennio, di fatti è comune capofila in tutta la Comunità Montana, per quanto attiene l’innovazione tecnologica, l’attivazione del servizio adsl della Telecom, seppur come servizio è ancora troppo costoso, 98 euro a bimestre con la formula tutto incluso, sono un costo ancora troppo elevato e lontano dalle istanze dei cittadini; l’altro grande punto di arrivo e di partenza è l’attivazione del servizio HADSL tramite onde radio a bassa frequenza con la società Nocable. Un merito da ascrivere, a chi in questi anni, ha condotto una politica tesa unicamente all’innovazione tecnologica dei Comuni della Comunità Montana e che oggi vede, “grazie alla SINTONIA registratasi tra le istanze dei cittadini proponenti e l’attuale Sindaco Ranieri Castelli”, il nostro Comune risulta oggi al primo posto tra le Municipalità di quest’angolo della capitanata, uno strumento di democrazia, sviluppo e innovazione è a disposizione della Comunità tutta, per aumentare la cultura della nuova alfabetizzazione del terzo millennio. Tutto questo, ci insegna che le battaglie intese come mera strutturazione del sapere, devono essere sempre accolte con favore dalle Istituzioni, perché non fanno altro che agevolare il cammino di un territorio nel suo complesso. Troppe volte, abbiamo notato e sentito forze esageratamente bellicose, troppe volte notiamo che vengono difese politiche stantie, troppe volte gli interessi di pochi hanno prevalso sugli interessi di tutti, questa volta gli interessi della collettività hanno prevalso su idee vecchie e conservatrici. L’auspicio, è che nel futuro prossimo, si crei sempre più una cultura positiva ed innovativa, liberale e propositiva, analitica e sinergica, per fare sì, che tutte le componenti che concorrono alla politica di un territorio,sia quelle Istituzionali,sia quelle Culturali, sia quelle Partitiche, possano civilmente confrontarsi sui progetti da realizzare nell’interesse di tutti e nel modo più consono alle esigenze di un territorio e di una Comunità. Se è vero come è vero, che è sempre più difficile fare e sempre più facile disfare, cogliamo l’occasione come Fondazione Territoriale ad invitare tutti alla creazione di una politica UNITARIA e tendente all’innovazione ed allo sviluppo delle nostre aree interne. Gli ultimi anni sono stati anni pieni di risultati, dalla approvazione in Consiglio Provinciale di una delibera votata all’unanimità dall’intera assise sul digital-divide,proposta dalla nostra Fondazione, vale a dire Internet veloce- per l’intera area della Comunità Montana, alla redazione di un piano straordinario per le infrastrutture per tutti i Comuni della Comunità Montana, all’inizio dell’apertura di un dibattito sul futuro del Patto dei Monti Dauni. Sono solo una parte di alcuni, ma importanti risultati che abbiamo concorso a realizzare dal punto di vista della PROPOSTA e delle istanze rivolte alla Telecom al Ministero dell’innovazione tecnologica alle Istituzioni territoriali, o come momento di studio in alcuni FORUM da noi promossi,cui hanno preso parte le istituzioni Territoriali,Comunali,Comunitarie, e Provinciali, ci auguriamo che l’autunno porti anche per i Monti Dauni un nuovo clima Cultural-Sociale per porre sul tappeto idee e proposte economiche per rilanciare sempre più i comuni del preappennino. La Fondazione Nazionale Liberal,che mi onoro di rappresentare per i Comuni della Comunità Montana, che non è un partito, ma un semplice strumento culturale a servizio della politica per l’innovazione delle Istituzioni, continuerà ad attuare iniziative che tendano sempre più a svecchiare la politica ed innovare il modo di amministrare, adeguando l’impegno Istituzionale alle reali istanze dei Cittadini Rappresentati. A prescindere dall’appartenenza, il nostro impegno sarà un impegno costante per rilanciare le tematiche dell’innovazione tecnologica, così dicasi per i progetti dell’occupabilità, per fare sì che possa aumentare sempre più la permanenza nei luoghi natii e la trasparenza nella pubblica amministrazione, perché quanto più chiaro è l’operato di chi è stato delegato ad amministrare tanto più incisivo è il rapporto tra Istituzioni—Cittadini-e-Forze Sociali.
Il Presidente Territoriale del Club LiberaL
Dott Luigi Ruberto

www.liberal.it www.luigiruberto.it
Il valore dei valori.
In questo intervento cercheremo di dare alcune risposte ad alcune domande,di guardarci intorno e tentare di comprendere alcuni fenomeni sociali che ci riguardano. Esistono ancora oggi dei valori forti e condivisi? Hanno una loro forza e possenza che non sia temporanea? Potrebbe darsi che le risposte possano essere certe e decise,ma così non è. Il nostro è un periodo storico pericolossissimo,dove la cultura contemporanea sta stravolgendo tutti i valori sino ad oggi dati per fondanti. Il moltiplicarsi delle vie e delle forme di comunicazione in molti casi limita il sapere ed intasa le menti,è dunque ora di richiedersi se hanno ancora valore i cosiddetti valori. Tutto sembra incerto,tutto sembra concesso,ma è realmente così? Non credo. Molte culture moderne hanno un unico filo conduttore pur non dichiarandolo,stravolgere il sistema dei valori che ci è stato tramandato. Non vorrei sembrare bigotto anche perché non lo sono mai stato,ma è necessario chiedersi con la creazione di una cultura politica,razziale,economica,sociale del tutto contro tutti dove andremo a finire,le scienze sociali che per secoli hanno guidato il mondo ed i valori predominanti,oggi segnano il passo; va dunque ripreso un cammino culturale delle Istituzioni di ogni ordine e grado per capire che in questo periodo storico frenetico poco o niente stiamo seminando, l’unico scibile della conoscenza che sta continuando a fare progredire il mondo e il valore in sé dell’intelligenza umana è quello scientifico e delle cure in senso lato. Va dunque invertita la rotta,iniziando dai midia e dai grandi mezzi di comunicazione,vanno costruiti modelli sociali si distinti dalle culture,ma necessariamente tolleranti ed inclusivi nel pieno rispetto delle reciproche differenze. La ragione abita sempre luoghi a volte sconosciuti, e va ricercata a fondo non imposta dal potere costituito o dalla predominanza di turno. La nostra, è una società in profonda crisi di identità e di costumi, e questo non aiuta la costruzione del futuro e delle sistema delle economie, perché vengono divelte porte che vanno aperte e richiuse, stravolte regole che non potevano esser cambiate, create condizioni di scontro sociale e di disvalori che non aiuta la costruzione delle relazioni sociali e dunque delle economie, perché non intrise di interazioni valoriali condivise ma di distinzioni asettiche e contrapposte, che limitano ogni azione umana che tende creare nuovi e migliori equilibri. La presente riflessione non vuole avere una lettura pessimistica della realtà, ma leggerla così com’è perché solo da una seria riflessione possono scaturire atteggiamenti innovativi e positivi. Chi ha ruoli pubblici in qualsiasi modo e forma deve tentare di indicare la strada del valore dei valori che ci sono stati tramandati,magari attualizzandoli,ma senza mai stravolgerli, solo costoro che hanno ruoli pubblici adempiranno il loro dovere, tutti gli altri non faranno altro che vivere di luce riflessa per il tempo dato a quel raggio di sole, scomparendo nell’ombra e nell’oblio perché incapaci di indicare ed illuminare nuovi scenari e nuove vie. E’ necessario costruire una cultura del dialogo, un dialogo vero e costruttivo per una società migliore.
Il Presidente del Club Liberal monti Dauni
Dott Luigi RUBERTO
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