Cori, proteste e denunce nella prova per 500 posti da uditore giudiziario
Caos al concorso per magistrati
«Una farsa, la prova va annullata»
Sopra i banchi anche i vietatissimi codici «commentati» con il timbro del
ministero che ne autorizza l'utilizzo
MILANO - Niente male per essere un concorso per futuri magistrati. Niente
male, poi, per un concorso organizzato dal ministero della «Giustizia».
Dentro le aule è entrato di tutto: fotocopie, fisarmoniche di carta con
possibili tracce e, soprattutto, codici «irregolari», cioè «commentati».
Eppure ugualmente approvati dai cancellieri durante i controlli con tanto di
timbro del dicastero di via Arenula. Così si spiega la sollevazione generale
mercoledì scorso da parte dei partecipanti. E la contestazione è andata
avanti per almeno un'ora. Andiamo per ordine. (Guarda il video)
Tutti in coda (Silvano Del Puppo/Fotogramma)
LA STORIA - Lunedì nei padiglioni della Fiera di Milano a Rho, iniziano le
procedure della prova del concorso nazionale da magistrato. Partecipano
5.600 laureati in legge, per 500 posti da uditore giudiziario. Tutti hanno
con se i testi che potranno poi consultare in aula. Ma prima devono superare
il controllo. Cioè, un cancelliere di tribunale, quindi un esperto, verifica
i loro libri. Controlla che siano realmente dei codici e che non vi siano
infilati dentro dei fogli. Non deve esserci trascritto assolutamente nulla.
Ma soprattutto il cancelliere deve controllare i volumi siano conformi al
bando. Cioè dei semplici codici senza commenti. Due giorni di lavoro e code
interminabili per fare questi controlli. Eppure cosa accade? Mercoledì,
giorno della prova scritta, i futuri magistrati si ritrovano degli aspiranti
colleghi con testi «fuorilegge» però con tanto di timbro del ministero della
Giustizia.
LE DENUNCE - Intorno alle 18, quando è stato consentito ai candidati che lo
desideravano di lasciare il padiglione, sono stati tanti quelli usciti
furenti: «O i cancellieri sono incompetenti, e non si capisce perché il
ministero si serva di loro, oppure sono in malafede», denuncia Marco che
arriva da Napoli. «Io sono stata sottoposta ad un controllo che è durato
dieci minuti. Non si spiega come sia possibile che quei volumi abbiano
ottenuto il timbro ministeriale. Eppure, anche un bambino vedrebbe che il
tomo pesa il doppio perché contiene dei commenti», urla Katia dalla Sicilia.
Così è iniziata la sollevazione dei futuri magistrati. Con il coro
«vergogna, vergogna» all'indirizzo della commissione d'esame. E dopo le
proteste sono andati a denunciare i fatti in procura. Una cinquantina di
ragazzi ha anche abbandonato il concorso: «È una farsa. Vogliamo che la
prova venga annullata!», ci dice un giovane neolaureato che arriva da
Genova. Alla fine, 21 espulsi il primo giorno e una cinquantina giovedì.
IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO - Venerdì mattina in tanti hanno rinunciato alla
prova. E si chiedevano come mai il presidente della commissione, Antonio
Gialanella, nominato appena 14 giorni prima della prima della prova, dopo
appena una settimana ha lasciato l'incarico: «Forse il suo telefono era
diventato rovente», afferma un futuro magistrato che vuole restare anonimo
(sic!). «Una settimana a Milano per fare il concorso, ho speso 1000 euro tra
albergo e viaggio, e devo assistere ad un simile spettacolo». Molti poi
contestano che il concorso si tenga nella sede unica di Milano quando negli
anni passati si teneva anche a Roma. Giovanni da Catania è lapidario: «Forse
qualcuno della Lega vuole penalizzare la maggioranza dei concorrenti che
arriva dal sud?». Ma questa è un'altra polemica.
FONTE IL CORRIERE DELLA SERA
25 NOVEMBRE 2008
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