luigi ruberto

Ruberto, Sud Amato Sud

 

 

SUD, AMATO SUD...
Anima in pena


di Luigi Ruberto



Il nostro Mezzogiorno è stato da secoli apparentemente osannato per le sue peculiriatà paesaggistiche, per la bonomia dei suoi abitanti e la loro forma di sacralità nell
accoglienza dei non indigeni; in realtà il nostro mezzogiorno è stato ed in parte è fuori dal controllo dello Stato apparato, fuori dal controllo della reale gestione del territorio degli enti e delle sue reali potenzialità di programmazione per leconomia meridionale, per anni ci si è illusi che anche il mezzogiorno fosse in Italia, di fatti lo è apparentemente, lo è geograficamente, ma non lo è nella reale programmazione delleconomia Nazionale e meridionale,uneconomia stagnante e iperburocratica un mezzogiorno che, seppur si sta evolvendo a macchia di leopardo conserva ancora un retaggio del vecchio impero borbonico, un impero che ha lasciato il segno nelle menti di ogni cittadino meridionale. Per tentare di capire ed intervenire realmente nellItalia Meridionale è necessario capire luoghi, tradizioni, sfere dinfluenza di questa o quella famiglia o forza politica, perché spesso le due cose coincidono, è dunque necessario trovare oltre che dei reali dialoghi Istituzionali dei necessari supporti sociali che hanno una sfera di influenza notevole, questo, seppur in parte, è lo spaccato di un mezzogiorno che è esistito, ed esiste tuttora, ma che con limpegno e la speranza della gente comune, sta lentamente cambiando: né è stato lesempio, la reazione dei ragazzi calabresi, dopo lassassinio del on.Fortugno, una razione bella, giusta, pulita, peccato che solo pochi di loro resteranno in Calabria, e ancor meno lotteranno contro lo staus quo, di una realtà sì malata ma curabile. La cattura del boss dei boss Provenzano, è stata paradossalmente attutita ed accolta con distrazione da una buona parte dellopinione pubblica, quasi fosse un dato oramai acquisito e dunque non degno di ulteriori attenzioni, e nei casi peggiori è stata addirittura ipotizzata una resa del latitante e dunque un successo parziale dello Stato; paradossalmente molti hanno teorizzato lapologia del latitante,e né hanno accresciuto forza e fama, questi atteggiamenti e comportamenti sono tipici della nostra quotidiana Italianità che alimenta e fomenta, in alcuni casi atteggiamenti para-mafiosi, questa mancata stigmatizzazione del successo dello Stato nei confronti dellantistato, è lesiva dellintegrità sociale, ed alimenta le varie teorie Europee che acclarano una naturale tendenza dellItaliano medio, ad essere mafioso. Questo è quello che come recettore sociale ho percepito, ma va anche evidenziato necessariamente il superlavoro degli organi inquirenti e di polizia nellottenimento del risultato un risultato neutro, avvenuto ad urne chiuse e dunque non spendibile da questa o quella fazione, avvenuto proprio quando le fazioni erano in mille conteggi affaccendate, una distrazione che si è rivelata utile per la piena autonomia delle forze dellordine. Il risultato elettorale ha purtroppo letto con piena coerenza quello che di fatti è lItalia, un paese fatto di tante piccole e grandi fazioni, un paese che deve ritrovare unità ed identità dintenti per ridare speranze, idee, certezze, progetti, investimenti, occupazione, modernizzazione, efficienza alla nostra comunità stanziale, chiamata Italia. La massima espressione dellimpegno sociale, politico,amministrativo, professionale, è data dallinsieme delle parzialità che devono ricondurci necessariamente ad una unità, non è un caso che, tutti coloro che operando in qualsiasi settore, se riescono ad avere una visione dinsieme, che parte dal particolare e si irradia comprendendo anche tutto ciò che in quel particolare non rientra, sono coloro che riescono ad avere ottimi risultati nel loro impegno sociale,politico, amministrativo,professionale, e solo da una visione dinsieme che parte dallio, prescindendo poi da esso, che si possono avere reali condizioni di vantaggio sociale, che tradotto in termini di economia applicata e di mercato chiameremo paniere disponibile di riferimento oggettivo cui tutti possono attingere tentando di soddisfare le singole esigenze individuali e familiari o come nelle realtà più evolute accade, anche comunitarie, vale a dire che ogni azione di investimento sociale, privata o pubblica che sia, è direttamente correlata alla reali istanze dei cittadini, sia in termini di consumo che di produzione o di occupazione, questo vuol dire che se non verranno applicate a livello centrale e periferico le politiche che un territorio necessita, mai nessuna occupabilità si trasformerà in occupazione reale, vorrà dire che otto ragazzi calabresi su dieci, di coloro che hanno avuto un sussulto sociale, lasceranno la loro terra e quel cambiamento richiesto di cui loro devono essere attori e protagonisti non potrà nei prossimi 25 anni vedere la luce, per unassenza che le Istituzioni non hanno saputo o voluto evitare; questo articolo è stato scritto non con il cuore di giovane professionista del mezzogiorno d�Italia, ma in maniera lucida e razionale dettato dalla mera ragione, questo inciso vuol significare che se la volontà razionale prevarrà sul sentimentalismo letterario meridionale, un altro mezzogiorno può ancora esser possibile, come è possibile costruire un�Italia migliore, fatta di efficienza e meritocrazia, è utopia? non credo, è semplicemente l�altra Italia, quella delle persone oneste.

 

 

 

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