luigi ruberto

Ruberto, Il Futuro del Patto dei Monti Dauni

 

 

 

Il futuro del Patto dei  Monti Dauni

Ruberto interviene sul Futuro del Patto dei  Monti Dauni.

Come crede stia procedendo lo sviluppo e la promozione del patto dei monti dauni?

 Nel ringraziala per lo spazio che mi concede, le comunico con molta chiarezza le mie idee a riguardo. Il patto dei Monti Dauni è  la più importante conquista politica degli ultimi 15 anni, nel sub.appennino esso però potrebbe andare incontro ad uno stallo per quanto attiene l’insediamento aziendale, se non si porranno in essere delle vere politiche di promozione del territorio, che vanno dall’analisi dei punti di forza dell’area, geograficamente collocata in un punto strategico, alla valorizzazione della futura classe produttiva e dirigente che dovrà gestire lo sviluppo del nascente polo produttivo, allo stato dunque per quanto attiene la mera promozione credo che l’intera politica vocata a tale finalità vada completamente rivista,a riguardo vorrei cogliere l’occasione per evidenziare l’ottima iniziativa del vice-presidente della Regione Puglia –Frisullo- che nei giorni scorsi ha promosso il sistema Puglia presso le aziende del Bresciano, questo a dimostrazione che le politiche vocate alla promozione di una qualsivoglia area produttiva,  sono di rilevante interesse, per creare le reali condizioni di un potenziale sviluppo di un’intero distretto o polo produttivo.

Crede necessario creare una vera struttura che promuova nelle realtà del nord la delocalizzazione d’impresa?

Credo che più che una necessità debba divenire un obbligo, il futuro dello sviluppo del sub-appennino passa attraverso la concertazione amministrativa dei   vari comuni coinvolti, a riguardo,  gli stessi dovrebbero creare un’ufficio unico per la promozione del territorio, localizzato in Emilia Romagna, pubblicizzando al meglio tutte le possibilità esistenti, dagli sgravi fiscali e contributivi, in maniera da poter attrarre piccole e medie imprese, per lo sviluppo reale del patto. Voglio qui ricordare, l’ottima esperienza avuta dal sottoscritto presso l’unione degli industriali di Modena,nel 2004, ove riscontrai una notevole attenzione sulla nostra area, un’attenzione che deve tradursi in una reale e stabile collaborazione Istituzionale fra camera di commercio, Enti Locali, e Associazione degli Industriali dei due territori.

Che ruolo sta svolgendo a riguardo la Società Prospettiva Sub.appennino?

Per quanto attiene la società prospettiva sub-appennino devo con rammarico constatare che la stessa potrebbe fare molto di più, a riguardo va rimarcata l’assenza di molti comuni, che seppur aderiscono al patto, non sono poi soci o non siedono nel consiglio di amministrazione che gestisce in maniera operativa lo sviluppo dello stesso, è di fatti una vera incongruenza che va colmata con uomini e sindaci del sub-appennino presenti nella società di gestione, voglio solo qui ricordare che alcuni comuni non sono ancora soci della stessa, per quel che mi risulta, manca dunque quella che in termini tecnici, si chiama “sincronia istituzionale ed aziendale“ per garantire realmente in maniera  concreta lo sviluppo tanto decantato della capitanata,uno sviluppo che va comunque costruito giorno dopo giorno in maniera convinta, appassionata, e in modo professionale.

Crede necessario un vero consorzio tra comuni per creare vere sinergie di sviluppo?

I comuni se non vogliono perdere nei prossimi  10 anni, autonomia e presenza sul territorio, hanno un unico obiettivo associarsi ed iniziare a gestire in maniera congiunta, servizi, politiche per il territorio e progetti infrastrutturali che li riguardano in maniera diretta, si pensi solo al problema del dissesto idrogeologico legato  all’assenza di viabilità, il dissesto non si combatte con il cemento ma con le nuova ingegneria ambientale, vale a dire piantando alberi,e tutelando realmente la difesa del suolo, non ci potrà mai essere un  vero sviluppo armonico se questi problemi non verranno affrontati tutti allo stesso modo in maniera sinergica, prescindendo dal colore politico di quella o questa amministrazione 

A riguardo di sviluppo e occupazione come si stanno muovendo le  varie Municipalità del sub.appennino?

Nel sub-appennino luogo ricco di elementi paesaggistici ed enogastronomici, ci sono belli esempi di buona amministrazione, basti pensare al Comune di Candela, che ha posto in essere un progetto per l’incubatore d’impresa, una vera scommessa sulle idee e la voglia di fare dei giovani del sub-appennino, comune che ha anche posto in essere accordi di collaborazione fra varie Municipalità, lo stesso dicasi del Comune di Sant’Agata che ha valorizzato il proprio passato in maniera egregia, puntando tutto sul turismo del fine settimana, o il comune di Deliceto che vede progetti per lo sviluppo della Municipalità interessanti, sono solo alcuni esempi di buone amministrazioni che hanno l’unico limite di essere delle esperienze a se stanti, il futuro invece è nel segno della programmazione territoriale intercomunale programmata a livello di conferenza dei Sindaci e di Comunità Montana,  di fatti lo stesso ente  Comunitario potrebbe divenire un vero soggetto di programmazione intercomunale in maniera da valorizzare ogni singolo Comune, valorizzandone le tematiche culturali, ambientali, gastronomiche,  e storiche intrise nella stessa Municipalità, vanno in poche parole valorizzate le risorse reali che ogni comune ha, in maniera da costruire degli enti connessi nella programmazione e diversificati nell’offerta.

A riguardo va però rimarcata l’assenza di una  vera politica sinergica per tradurre in elementi progettuali concreti quanto sin d’ora esposto, è in corso da anni sull’intero territorio un vero scontro all’arma bianca, prescindendo dal mero colore politico fra che amministra facendo e chi mira alla mera detenzione del potere  infischiandosene delle reali istanze dei cittadini e dei giovani, va rimarcata una volta per tutte la crisi endemica del sistema politico-sindacale nelle tutela dei diritti, diritti che oggi vengono calpestati o meglio barattati, il vero limite dunque risiede in quello zoccolo duro di operatori politici, istituzionali,e sindacali che non operano nell’interesse dell’istituzione rappresentata.

È palese, che in tutte le democrazie le correzioni che non riescono a porsi in essere con il semplice voto, devono trovare altre forme di soluzione.

Quando un territorio è privo di arterie per la viabilità, privo delle vie digitali, privo di elementi produttivi, e il silenzio di molti amministratori è assordante vuol dire che qualcosa di serio non va; devono a riguardo interrogarsi e trovare le soluzioni reali tutti gli organi preposti. Non capire che attrarre investimenti, creare occupazione, costruire vere e moderni reti infrastrutturali, vuol dire dare e creare le condizioni per rispondere alle istanze di tutti gli operatori sociali, per cui i fenomeni di mero nepotismo politico non lì capisco e non li comprendo, di fatti essi difendono delle mere rendite di posizione, senza apportare alcun valore aggiunto alle già scarne politiche territoriali. Spesso il silenzio, anche di chi potrebbe iniziare a costruire un vero cambiamento nell’intero territorio dell’appennino è foriero di presunti limiti politici a voler pensar bene.

Costruire delle vere politiche, che tendano a dare un sostegno strutturale alle problematiche del  sub-appennino, e della capitanata, è il vero punto di partenza che deve essere lasciato definitivamente alle spalle per tentare di guardare oltre.

Tutelare le rendite di potere, senza avere reale forza contrattuale come territorio, per la misera capacità produttiva  si ha, equivale a non tutelare nulla, è solo la palese dimostrazione di una vera e sagace miopia politica, che spesso porta ad un’unica via d’uscita l’emigrazione forzata, che vede il mezzogiorno d’Italia continuare a perseguire il viottolo del tramonto, imboccato anni fa dai nostri predecessori.

Costruire dunque una vera politica per l’occupabilità e la buona amministrazione deve essere una soluzione perentoria, che deve vedere i giovani amministratori,politici,ed operatori economici, del sub-appennino e della capitanata operare congiuntamente per combattere una vecchia e stantia mentalità dell’inazione sociale, tesa ad una rassegnazione che rasenta l’inimmagginabile, è questa la vera sfida dei prossimi anni è questa la vera politica o la bella politica –come ebbe a dire anni fa – Walter Veltroni – la vera politica che deve essere costruita nell’interesse di tutte le forze politiche, sociali, sindacali, economiche, e culturali del territorio, tutti dovrebbero iniziare a fare la propria parte senza sé e senza ma, nell’interesse di tutto il nostro territorio che non è comunale, non è provinciale, ma deve iniziare ad essere Regionale per entrare dalla porta principale nella programmazione dell’Ente Regione.

                                                                                                      Luigi RUBERTO

                         Componente C.P.E.L

 

 

 

 

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