Il futuro è nella Formazione e nello sviluppo programmato.
di Luigi Ruberto – Presidente della Fondazione Culturale dei Monti Dauni
Meridionali -Rete Civica LiberaL-
Sono anni che sentiamo le solite litanie, in tema di sviluppo sostenibile
per le aree della capitanata, ma in concreto viene fatto poco, in compenso
molti si affannano a porre in essere politiche e idee tragicomiche,perché
non debitamente accompagnate da una vera formazione. Di fatti, se è vero
come è vero che la capitanata è agli ultimi posti per qualità della vita,
per assenza di occupazione, per una rete viaria fatiscente, per una politica
che colmi il digital divide, cosa in realtà si sta facendo per tentare di
risolvere tali angosciosi problemi di carattere socio-economico? La risposta
credo sia opportuno che la diano i cittadini, io tenterò solo di porre in
essere alcune considerazioni.
Un territorio, è forte se investe in formazione, è forte se forma
debitamente i propri giovani e prepara nel contempo progetti culturali ed
imprenditoriali tesi ad utilizzare le risorse formate, risorse che non
devono emigrare ad un minimo piè sospinto; solo un territorio che inizi a
muoversi in tal senso è un territorio che ha un futuro, perché alla base c’è
un progetto, un progetto reale ed uniforme, condiviso ed accettato, che può
fare ben sperare per il futuro.
Nel nostro mezzogiorno, si è soliti parlare dei problemi ma non della
soluzione agli stessi, noi giovani generazioni debitamente formate presso
le Università del territorio, come chi in questo momento vi scrive, credono
che sia ora di dire basta al qualunquismo politico ed amministrativo, perché
è ora di ricominciare a dare fiato a corpo ad un territorio dalle mille
risorse,in molti casi volutamente non utilizzate.
Vi parlavo di proposte, ebbene le proposte che crediamo siano reali ed utili
per il nostro territorio, sono l’attuazione di una ritrovata sinergia
programmatica tra mondo accademico, mondo Istituzionale, mondo della cultura
e della politica,-quella con la P maiuscola-, realtà spesso in continua
contrapposizione per rincorrere una vana visibilità priva di contenuti; è
ora invece di attuare un piano straordinario per la viabilità provinciale;
-Palazzo Dogana se riuscisse a porre in essere tale elemento fondamentale
per lo sviluppo della capitanata sarebbe un unico ma rilevante punto a
favore dell’intera assise Provinciale-; attuare un piano strategico per
colmare il digital divide in tutti i comuni privi di tale
servizio, sarebbe un altro elemento non più prorogabile e di indiscusso
valore per una vera politica vocata all’occupabilità,-pensate ad un’azienda
che voglia insediarsi nella nostra provincia ove tali servizi sono minimali
o in molti casi carenti-, la sua convenienza verrebbe automaticamente meno.
Per quanto attiene allo sviluppo del patto dei Monti Dauni,è necessario
porre in essere delle vere politiche che tendano ad attrarre investimenti
di piccole e medie imprese, tale necessità è un dovere civico che potrà
concretarsi solo con una sana politica di marketing territoriale, da
realizzarsi direttamente nei luoghi ove si vuol far meglio conoscere ed
apprezzare i punti di forza delle nostre aree. Ma tutto questo non viene
attuato da anni come mai? O se viene attuato è privo della giusta
professionalità.
È ora di uscire dai luoghi comuni, che attanagliano ancora buona parte delle
nostre azioni pubbliche e private, per entrare in un nuovo parametro
culturale, perché solo con un reale cambio di mentalità potrà esserci un
futuro più sereno per le nostre aree; è necessario dunque investire nella
formazione dei nostri giovani, e introdurre anche un nuovo concetto di
cultura, la cultura è la diffusione del sapere tramite l’uso della parola e
dello scritto, è necessario passare dunque, da una cultura nozionistica,
sterile e non utile per il progresso sociale, ad una cultura che abbia una
reale utilità marginale diffusa e condivisa, per attuare dei grandi processi
territoriali di sviluppo, è per questo che le Istituzioni tutte sono e
devono porre in essere dei reali protocolli condivisi per lo sviluppo della
nostra provincia; è necessario che il sapere esca dall’uscio delle
nostre porte e dei nostri studi professionali, perché possa essere condiviso
e possa alzare il tasso di civiltà di una comunità stanziale;
dopo avere concluso i miei studi accademici presso l’Università degli Studi
di Foggia, questo è il vero insegnamento lasciatomi da un grande giurista,
nei miei primi giorni di matricola Universitaria.Il nostro territorio
deve necessariamente passare da una programmazione consuetudinaria,ad una
condivisa ed ordinaria, che crei la certezza di un futuro migliore.