luigi ruberto

Ruberto, Le tre scimmiette...

Le tre scimmiette, non vedo, non sento, non parlo

di Luigi Ruberto

 

Ci son molte cause che portano un territorio ad esser quello che è, un territorio può essere ricco, povero,in mezzo al guado,riflessivo,fermo,condannato ed impacciato per le proprie paure,vigoroso.

Credo che tra le mille notizie che quotidianamente seguiamo sulla stampa tutti abbiamo una nostra intima idea di come siamo e com’è il nostro territorio, la nostra provincia il nostro comune.

Il nostro territorio, ad avviso di chi scrive, è un territorio ricco di potenzialità inespresse, volutamente tenute compresse dalle mille forze centripete che animano una comunità stanziale, è a volte limitato da una classe politica non all’altezza, da una presenza di un malcostume diffuso nella pubblica amministrazione, alla lotta per interessi di parte o di area e sfera di influenza.

Eppure si muove; eppure qualcosa molto di più di quello che è stato fatto può essere fatto.

Il nostro è un territorio ricco, culturalmente, storicamente, territorialmente per quanto attiene l’agricoltura intensiva, per la produzione di energia da fonti rinnovabili, eppure sembra che il motore sia inceppato.

Sarebbe forse ora che si rilanci con un grande piano culturale, quelli che sono  dei veri e propri tesori nascosti della nostra provincia, che si valorizzi realmente la nostra storia, la nostra cultura, il nostro territorio, aumentando per esempio i controlli per preservarne la sua salubrità, rilanciare il comparto agricolo con nuove forme di colture come già fanno in alcune aree dell’america per la produzione di biocarburanti, come sarebbe opportuno creare le condizioni per fare si che, la mole di energia prodotta da fonti rinnovabili e i milioni di euro fatturati, diano un contributo concreto per incrementare l’occupazione nel settore suddetto e lasciare un minimo di ricchezza anche per il territorio e i cittadini ove tale ricchezza viene prodotta.

Queste dovrebbero essere le priorità,  priorità che non possono vedere assenti al tavolo del confronto tutte le forze politiche e sociali che vogliono realmente dare un contributo corale per il bene della nostra Capitanata.

Pochi giorni or sono la Lega Nord ha vinto la sua battaglia con l’approvazione del federalismo fiscale, dunque con la vittoria del principio che ogni regione deve prioritariamente bastare a se stessa, lo Stato potrà intervenire, quando ce ne saranno le condizioni, con il cosiddetto fondo perequativo, vale a dire dare una mano a quelle regioni più povere per metterle nelle stesse condizioni di quelle più ricche.

Pochi giorni or sono il Presidente Fini ha puntato l’indice contro la mafia e la mentalità mafiosa collegata a chi usa il proprio potere politico per promettere prebende, posizione condivisibilissima, bisogna dunque lottare perché le tre scimmiotte ricomincino a vedere, a sentire e parlare, perché da troppi lustri in molte aree  del paese questo non accade più.

E’ necessario convertire la nostra forma mentis valorizzando i comportamenti legali ed etici nel rispetto del prossimo e del più deboli,bisogna rilanciare una politica ambientale che vede la nostra provincia in molte aree avvelenata dalle più svariate forme di inquinamento, torniamo a ribadire dunque che in provincia di Foggia venga adottato il registro dei tumori per fare fronte a quella che è una vera emergenza di questi anni,per capirne cause,condizioni, e situazioni ambientali oggettive e soggettive.

Per realizzare parte di quanto scritto, non basta un partito o un impegno di persone o associazioni ma la volontà delle Istituzioni per dare realmente un contributo di miglioramento e cambiamento per la nostra terra ricca sì, ma impoverita da atti e comportamenti che la penalizzano pesantemente.

Se solo si riuscisse a capire che, la creazioni di atti amministrativi e privati conformi al diritto vigente producono azioni che aumentano il PIL e dunque la ricchezza di un intera area, di un territorio e dunque il reddito pro capite dei singoli, molti comportamenti non verrebbero adottati e con il tempo cadrebbero in desuetudine.

La sfida, è e resta come la storia dell’evoluzione umana insegna, eminentemente culturale,ci sono alcuni valori che non sono e non possono essere ne di destra, ne di sinistra, ne di centro, ma eminentemente condivisi e a cui tutti i soggetti agenti pubblici e privati, dovrebbero attenersi.

La vera ricchezza e lungimiranza di una società, sta e risiede nel prevenire le problematiche connesse alle mille forme di conflitti sociali causati dall’assenza di pochi ma essenziali valori predominanti permanenti nel sistema delle Istituzioni e delle variegate forme di socialità.

La Capitanata può diventare una terra ricchissima se solo il sistema delle Istituzioni e delle autonomie locali divenga tale, infatti bisognerebbe chiedersi quante autonomie locali sono realmente  autonome rispetto all’interesse preminente  terzo dei Cittadini?

Molto c’è ancora da fare, e deve esser fatto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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