Per chi suona la campana.
Necessari provvedimenti urgenti e mirati al territorio.
Lottare per migliorare le condizioni del proprio vissuto,del proprio
territorio,del proprio paese, della propria città, ne vale la pena?
Questa domanda potrebbe sembrare arrendevole, ma in realtà non lo è.
Il Sud,la Capitanata,i Piccoli Comuni delle aree interne,per ora non hanno
che un futuro sempre più amaro; i giovani continuano, forse giustamente, ad
andar via,i presunti politici continuano a speculare sulle esigenze di un
territorio martoriato,eppure sembra che niente si muova, o se qualcosa si
muove avviene a rilento e con una fatica talmente evidente da rendere
impercettibile, il tanto agognato cambiamento.
L’Italia, è un paese che invecchia, che è bloccato dal centro alle
periferie, eppure la politica continua a perseverare applicando vecchie
regole, ad un mondo economico che le cambia periodicamente, per essere al
passo con le economie mondiali.
Servirebbe un piano Nazionale ed interregionale per rilanciare i centri
minori, con un potenziamento delle infrastrutture, servirebbe una forte e
densa rinascita e rilancio delle nicchie di qualità che esistono nell’appennino
Italiano, sarebbe necessario quintuplicare i fondi per la montagna,
costruire distretti produttivi, che valorizzassero le qualità culinarie
presenti nei comuni Italiani e dell’intero appennino, questo potrebbe essere
solo l’inizio di una inversione di tendenza nelle politiche centripete del
nostro Stato e della nostra Regione, basterebbe avere la volontà di tentare
di capire che non si tratta di tendere la mano a realtà più deboli o
marginali, ma valorizzare dei tesori nascosti e non debitamente tenuti in
considerazione, da un punto di vista eminentemente Culturale.
Eppure, sembra che la politica, Nazionale, Regionale,provinciale, e anche
quella degli stessi Sindaci che amministrano i Piccoli Comuni non vada in
tale direzione, fatte le rare e debite eccezioni; di fatti a dimostrazione
di quanto asserito gli Enti e le aree che hanno posto in essere tali
politiche hanno visto valorizzato il loro territorio, hanno fermato lo
spopolamento,valorizzato da un punto di vista culturale,turistico e
amministrativo, il comune o l’ente da essi amministrato.
Vanno dunque perseguite politiche di area, con percorsi condivisi con le
varie attività associative presenti sul territorio, senza continuare a
praticare politiche esogene che nulla hanno a che fare con un determinato
territorio, o area.
Vanno colte le peculiarità, evidenziate le potenzialità, investire fondi
pubblici per farle divenire strutturali ad un determinato contesto e far con
esse diminuire anche i punti di debolezza. Basti pensare che il settore
dell’agricoltura, fulcro della nostra economia, è in una condizione
debolissima, senza neanche esser debitamente tutelato dalla variegate forme
sindacali che dovrebbero tutelare l’agricoltore, questo esempio, vuol esser
elemento di riflessione per comprendere che pochi continuano a speculare sui
molti e non si è a volte capaci di tutelare neanche quelle poche certezze
che dovrebbero caratterizzare un’area e un’economia presente in quell’area.
L’Italia è una grande Nazione, ma è necessario comprendere, che è
necessario costruire politiche a sostegno del futuro e il futuro è nei
giovani,nel sapere, che passa per il passato che non può non ritrovarsi
nelle piccole e piccolissime realtà locali, presenti sull’intero territorio
Nazionale.
Continuare a perseverare con politiche poco lungimiranti, non si può
costruire l’ottimismo della vita che passa tra le nostre mani.
È necessario dunque, esser propositivi, ma le Istituzioni devono essere più
attive e vicine alle istanze dei loro rappresentati,con provvedimenti
concreti.
12 NOVEMBRE 2008
dott. L. Ruberto