luigi ruberto

Ruberto, Per chi suona la campana...

Per chi suona la campana.

 

Necessari provvedimenti urgenti e mirati al territorio.

 

 

Lottare per migliorare le condizioni del proprio vissuto,del proprio territorio,del proprio paese, della propria città, ne vale la pena?

Questa domanda potrebbe sembrare arrendevole, ma in realtà non lo è.

 

Il Sud,la Capitanata,i Piccoli Comuni delle aree interne,per ora non hanno che un futuro sempre più amaro; i giovani continuano, forse giustamente, ad andar via,i presunti politici continuano a speculare sulle esigenze di un territorio martoriato,eppure sembra che niente si muova, o se qualcosa si muove avviene a rilento e con una fatica talmente evidente da rendere impercettibile, il tanto agognato cambiamento.

 

L’Italia, è un paese che invecchia, che è bloccato dal centro alle periferie, eppure la politica continua a perseverare applicando vecchie regole, ad un mondo economico che le cambia periodicamente, per essere al passo con le economie mondiali.

 

Servirebbe un piano Nazionale ed interregionale per rilanciare i centri minori, con un potenziamento delle infrastrutture, servirebbe una forte e densa rinascita e rilancio delle nicchie di qualità che esistono nell’appennino Italiano, sarebbe necessario quintuplicare i fondi per la montagna, costruire distretti produttivi, che valorizzassero le qualità culinarie presenti nei comuni Italiani e dell’intero appennino, questo potrebbe essere solo l’inizio di una inversione di tendenza nelle politiche centripete del nostro Stato e della nostra Regione, basterebbe avere la volontà di tentare di capire che non si tratta di tendere la mano a realtà più deboli o marginali, ma valorizzare dei tesori nascosti e non debitamente tenuti in considerazione, da un punto di vista eminentemente Culturale.

 

Eppure, sembra che la politica, Nazionale, Regionale,provinciale, e anche quella degli stessi Sindaci che amministrano i Piccoli Comuni non vada in tale direzione, fatte le rare e debite eccezioni; di fatti a dimostrazione di quanto asserito gli Enti e le aree che hanno posto in essere tali politiche hanno visto valorizzato il loro territorio, hanno fermato lo spopolamento,valorizzato da un punto di vista culturale,turistico e amministrativo, il comune o l’ente da essi amministrato.

 

Vanno dunque perseguite politiche di area, con percorsi condivisi con le varie attività associative presenti sul territorio, senza continuare a praticare politiche esogene che nulla hanno a che fare con un determinato territorio, o area.

 

Vanno colte le peculiarità, evidenziate le potenzialità, investire fondi pubblici per farle divenire strutturali ad un determinato contesto e far con esse diminuire anche i punti di debolezza. Basti pensare che il settore dell’agricoltura, fulcro della nostra economia, è in una condizione debolissima, senza neanche esser debitamente tutelato dalla variegate forme sindacali che dovrebbero tutelare l’agricoltore, questo esempio, vuol esser elemento di riflessione per comprendere che pochi continuano a speculare sui molti e non si è a  volte capaci di tutelare neanche quelle poche certezze che dovrebbero caratterizzare un’area e un’economia presente in quell’area.

 

 L’Italia è una grande Nazione, ma è necessario comprendere, che è necessario costruire politiche a sostegno del futuro e il futuro è nei giovani,nel sapere, che passa per il passato che non può non ritrovarsi nelle piccole e piccolissime realtà locali, presenti sull’intero territorio Nazionale.

 

Continuare a perseverare con politiche poco lungimiranti, non si può costruire l’ottimismo della vita che passa tra le nostre mani.

 

È necessario dunque, esser propositivi, ma le Istituzioni devono essere più attive e vicine alle istanze dei loro rappresentati,con provvedimenti concreti.

 

12 NOVEMBRE 2008                                                         dott. L. Ruberto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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