Formare per poi occupare,ma dove?
di Luigi Ruberto
Sono poche le notizie positive che vengono date il provincia di Foggia,ma
quando ci sono credo sia utile commentarle.
È di pochi giorni fa la notizia data dai midia che la provincia di Foggia è
stata destinataria da parte della Regione Puglia di oltre 60 milioni di euro
per la formazione,premesso che è comunque una notizia positiva,mi è sorto
una domanda,formare per poi occupare,ma dove?
Spendere cento venti miliardi delle vecchie lire in formazione è una somma
rilevante,se avessimo una forte rete aziendale ed imprenditoriale sul
territorio. Non sarebbe stato meglio investire una risorsa così ingente in
altri progetti?
Come la creazione di distretti produttivi?
Come il rilancio del patto dei Monti Dauni?
Come la compartecipazione alle imprese che delocalizzano dal nord al sud?
Fare formazione per poi trovare collocazione ai formati, in una situazione
di recessione economica mi sembra quantomai lontano dalle istanze del
mercato,sarebbe invece opportuno intervenire direttamente nell’economia
affiancando le imprese ed attuare una vera politica Keynesiana.
Non sono un interventista in economia,ma con i tempi che corrono forse
sarebbe ora abbandonare la vecchia politica per nuove logiche politiche
economiche e di mercato.
La Capitanata necessita di un piano di sviluppo articolato, ma uniforme per
l’intera provincia di Foggia, dove il comune capoluogo funga da traino per
l’intera provincia per politiche pilota,ma questo negli ultimi dieci anni è
stato disatteso.
Il Comune di Foggia si accinge ad una nuova e credo dura competizione
elettorale,l’auspicio è che chiunque sarà il prossimo Sindaco del Capoluogo
tenga conto ed applichi non una visione municipalista ma
territoriale,costruendo un dialogo valido con provincia,e regione puglia,
per quelle politiche che sono l’architrave della nostra
economia,agricoltura,politiche infrastrutturali ed occupazionali,politiche
sociali,e politiche industriali,politiche energetiche.
La condivisione e la concertazione delle politiche attive sul territorio, è
il primo ed utile elemento, perché esse abbiano un vero successo sul
territorio su cui ricadono,se non si legge da un punto meramente sociologico
un territorio, si rischia di voler realizzare progetti irrealizzabili e
comunque destinati a non avere successo.
L’auspicio, è che nei prossimi anni si possa addivenire alla costruzione di
politiche territoriali sempre più radicate sul territorio,e non calate
dall’alto perché qualcuno così ha deciso.
La nostra provincia ha risorse endogene di rilevo,facciamo si che esse siano
il vero motore dell’economia di Capitanata.
Dottor Luigi Ruberto