luigi ruberto

Ruberto, Rinnovabili...

 

 

Rinnovabili per davvero?

A cura del Coordinamento Territoriale del Club Liberal dei Monti Dauni

20.20.20, potremmo iniziare in questo modo la seguente riflessione sulle rinnovabili.

In realtà è una reale sequenza numerica che ha un senso, è  il progetto Europeo per l’aumento del 20% dell’energia dalla fonti rinnovabili, la riduzione del 20% delle emissioni inquinanti entro il 2020.

Il mezzogiorno è al centro di questo enorme investimento che è già in essere per la produzione dell’energia dal vento o dal sole o da biocombustibili.

La Regione Puglia è ai primissimi posti per gli investimenti nel settore delle rinnovabili, e l’area dei Monti Dauni in particolare.

Ma per essere rinnovabili per davvero, questi investimenti dovrebbero essere sempre meno oligopolistici e sempre più da supporto alla creazione di nuova occupazione, con la nascita di opifici per la costruzione di tutti gli elementi che sono strutturali alla costruzione di un impianto di energia alternativa.

Lo stesso dicasi, per quanto riguarda gli investimenti e gli indennizzi economici che vengono elargiti ai territori e agli enti che ospitano le nuove frontiere dell’energia pulita.

Per fare tutto questo, è necessario creare dei bonus sociali, elargiti verso quei cittadini che ospitano sul proprio territorio innumerevoli centrali che producono energia pulita, per l’impatto ambientale da essi sopportato.

Aumentare gli indennizzi agli agricoltori per la compressione del diritto di proprietà e delle economie che le singole aree ospitanti tali impianti ricevono.

La politica economica dovrebbe interessarsi maggiormente della questione delle politiche energetiche e delle reali ricadute occupazionali ed economiche di un area o di un territorio,che in tal caso potrebbe essere utile strumento per molte aree del paese.

Creare dei distretti produttivi per le energie pulite, è una delle strade da perseguire, come fatto già in alcune aree dell’UE.

Le politiche energetiche sono state sempre un tallone d’Achille delle nostra politica nostrana, bisognerebbe dunque apprendere dagli errori del passato per costruire nuovi  percorsi economici, per rilanciare le aree marginali anche dei piccoli comuni, con politiche energetiche innovative, che vadano incontro con un adeguata defiscalizzazione intercomunale alle istanze dei cittadini e del territorio.

Sulla politica delle rinnovabili, dopo le intese che saranno trovate in Europa sul pacchetto clima, dovrebbe aprirsi un nuovo dibattito politico culturale, sulla reale  azione economica che nel nostro paese si sta producendo con le nuove fonti di energia. Costruire delle nuove politiche energetiche, costruendo  nuove politiche economiche, atte a spalmare la ricchezza per creare un mercato economico sempre più equilibrato,  deve essere punto di ripartenza anche per il contrasto reale alla crisi economica in essere.

Ogni scelta diversa, non potrà che perpetrare l’attuale situazione che è stagnante e non produttiva di nuove forme di economie per il bene del Paese.

  

 

13 DICEMBRE 2008                                                         dott. L. Ruberto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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