Certo
che letto in questo modo rappresentati Istituzionali,fa
impressione,eppure sono silenziosi, costoro, quasi assenti sui problemi
della gente e del territorio amministrato, loro che dovrebbero agire e
perseguire il bene comune spesso perseguono il bene e l’interesse
personale e dei loro amici, che potrebbe esser anche in alcuni rari
casi sopportabile, se non divenisse la regola anche nella seconda
Repubblica.
La
questione morale, tanto discussa e decantata in questo fine d’anno è
nient’altro che lo specchio di una pubblica amministrazione allo sbando,
limitata nelle visioni prospettiche e nel cogliere il valore vero che
ogni ente locale, dovrebbe avere. Mah, strano paese il nostro, un paese
che spesso vive proprio a livello Nazionale, di una politica quasi
provinciale, nell’accezione comune che viene dato a questo termine,
anche se poi la vera Italia è proprio fatta dalle province e da quel
profumo di umanità e di peculiarità che in altri contesti è difficile
trovare.
Una
Nazione, la nostra che non investe sui giovani, che non scommette sul
proprio futuro che limita le potenzialità dei sui migliori cittadini, è
un grave handicap nelle politiche Nazionali, Regionali, e territoriali.
Basti
seguire con attenzione le note politiche quotidiane, pochi se non nessun
idea nuova dai ben rasati rappresentanti Istituzionali, ripetono sempre
la stessa contumelia, senza ne senso né valore, ridiamo valore alle
parole.
Tutto
quello che passa è una sana e reale posizione di mantenere lo status
simbol, continuare a resistere ad oltranza, il nostro è il paese dai
poeti canuti,dai politici canuti,dagli economisti canuti,degli
arrivisti canuti, insomma c’è molta assonanza fra le varie aree dello
scibile delle azioni umane.
Poi
ogni anno si fanno i rendiconti,si tirano le somme,si dice quello che si
è fatto e anche quello che non si è fatto,si continuano a vendere sogni
vanamente,inutilmente,nel silenzio dei presunti alfieri della libertà.
A
volte mi chiedo se siamo realmente in una Democrazia o un una società
oramai globalizzata che rende finte le cose reali e reali quelle finte.
Eppure qualcosa deve per forza cambiare senza se e senza ma.
Eppur
qualcosa si muove,nel silenzio della notte e alla luce della luna.
Si
costruiscono ponti di speranza con pilastri di illusioni, molte volte,
ma non sempre, per fortuna c’è anche un’altra Italia.
Si
creano condizioni tali per cui tutto sembra normale, è sempre stato
così.
Questo è un limite voluto, cercato, difeso.
In
questo 2008 ho visto solo un uomo che ha tentato di rompere i luoghi
comuni, che ha affermato: che emigrare dal sud al nord nel 2009 non è
poi così normale come sembra, che far finta di niente dinanzi alla
criminalità organizzata non è poi così normale come sembra, che le
collusioni non sono cose normali, che molti le agevolano, anzi le
difendono, costui, uomo solo,ma idealmente vicino a tanti e da tanti
apprezzato, si chiama Roberto Saviano, a lui e a tutti i Saviano in giro
per lo stivale, vanno i miei auguri ideali di un sereno 2009 e di una
speranza di un mondo e un mezzogiorno sempre meno depressi e sempre più
fieri di essere meridionali, un mezzogiorno annesso non potrà mai
realmente trovare la vera via dello sviluppo, della legalità, e del
rinnovamento, c’è bisogno di un salto culturale e generazionale reale e
non fittizio.
Le
Istituzioni agiscano nell’interesse del paese.
6
gennaio 2009