
Il Futuro è nelle tue mani.
Coglilo.
“L’Alternativa, c’è”.
21.12.09 -
Nessuno lo dice ufficialmente, ma siamo alle porte della nuova
campagna elettorale per le elezioni Comunali della prossima
primavera.
Ma Parliamo
di Noi e di Rocchetta.
Noi stiamo lavorando alla costruzione di un’ALTERNATIVA REALE
E VINCENTE che possa vedere alla guida di questa Comunità
una Civica Amministrazione, diversa, nella
facce, nelle idee, nell’entusiasmo, nel rispetto per
l’altro, nella volontà reale di costruire un nuovo
percorso politico economico per il nostro Comune nell’interesse
di TUTTI I CITTADINI. Chi segue e conosce la nostra azione
Civica e politica, sa che non sono belle parole, ma un reale
impegno che stiamo profondendo per migliorare le condizioni
del nostro Comune. Per avere sempre maggiori risultati
nell’interesse di tutti, è necessario che altre e nuove persone,
siano disposte a concedere il proprio impegno disinteressato
per costruire un PAESE MIGLIORE.
Un paese che abbia una degna viabilità, provinciale, comunale e
rurale.
Un paese che possa occupare parte dei propri giovani all’interno
delle piccole fabbriche che stentano a decollare nella nostra
provincia, ma che ci sono, seppur la crisi le sta mettendo in
forte difficoltà.
Un paese che dia borse di studio per incentivare gli
Universitari a restare a Rocchetta ed avere così intelligenze
per i prossimi decenni.
Un paese che rilanci la propria agricoltura, che pensi a
progetti formativi per i giovani, progetti assistenziali per gli
anziani, che stimoli le microeconomie locali. Un paese che crei
le condizioni per migliorare i propri punti di forza
e sradicare i punti di debolezza, tutto questo necessita di
Uomini e Donne che vogliano realmente contribuire alla
crescita dell’intera Comunità.
Siamo dunque aperti ad istanze e proposte, per costruire un
percorso condiviso ed unitario, per voltare pagina,
per costruire insieme una comunità che si senta partecipe
delle scelte, per costruire percorsi reali e risposte
concrete alle istanze dei cittadini che continuano a
lasciare il nostro Comune, senza semplicemente lamentarsi,
oramai siamo poco più di 1900 residenti, queste
amministrazioni 1996-2010 hanno perso circa 300
residenti in questi anni, un dato che parla da solo. Per
fare tutto questo, basta una vera ed autentica amministrazione,
terza, nell’interesse vero dei Cittadini per rilanciare la
centralità della persona, dei giovani, degli anziani,
degli uomini e delle donne, dei disoccupati, dei cassintegrati,
rispetto alla predilezione per l’UNICA politica portata
avanti in questi anni, il “CEMENTO e il VENTO”.
I progetti si realizzano quando le persone partecipano e credono
che essi possano avere la forza di diventare reali, e quando la
forza della Ragione unita a quella dell’Amore per
il proprio Comune partorisce Uomini Saggi e da concretezza a
Progetti Autentici di Miglioramento per TUTTI.
Chiudiamo questo intervento, invitando i Volenterosi ed Onesti
Cittadini a vincere il timore ed impegnarsi per il NOSTRO
Comune, con il loro impegno diretto e con il loro CONSENSO
ELETTORALE.
Un Augurio di un Santo Natale e Felice Anno a tutti.
Un caro
Saluto.
Per il Coordinamento Cittadino “Rocchetta nel Cuore”
Dott Luigi RUBERTO
L’utile idiota
- di Luigi Ruberto
12.12.2009 - Chi è costui?
Egli è un uomo comune spesso dalle capacità mediocri, ma
sopravvalutato dalla società, dalla quale riceve onori e
prebende e rispetto. Eppure, questa illusione continua nelle
menti delle persone, senza che le stesse ricevano vantaggi e
attenzioni dalle presunti capacità dell’utile idiota. Il
conformismo sociale, continua nella perseveranza dello scorrere
del tempo quotidiano carsicamente, silenziosamente,lentamente,
costantemente.
L’utile idiota
dispensa consigli, profonde analisi, dibatte temi Nazionali ed
Internazionali, con piglio e acume senza eguali, guardandosi
bene però dal dibattere tematiche locali!!! La folla
striminzita,lo ascolta molti lo criticano in silenzio qualcuno
lo contesta timidamente, altri fingono di ascoltare per imparare
capire e comprendere, per non urtare la suscettibilità
dell’utile idiota. Spesso il ruolo sociale dello stesso
accompagna i viandanti dell’utile idiota senza se e senza ma.
Le regole sono
semplici, consigliare sempre non esporsi mai. Stare sempre
con chi vince e comunque mai contro chi vince. Insomma una vita
grama. Nelle società odierne, forse il ruolo di questi soggetti
potrebbe essere anche capito se gli ideali traballano perché
esporsi senza avere un vero interesse come tornaconto? Ed allora
secondo alcune scuole di pensiero potrebbe essere anche
compreso. Ma sin da piccoli, in tutti i gradi dell’istruzione
conformista ci hanno insegnato che gli ideali dovrebbero essere
alla base del nostro agire sempre e comunque. Certo che i tempi
sono cambiati e anche parecchio.
In passato l’uomo del
sapere era colui che metteva la barra al centro, che
dispensava consigli ai bisognosi, che spesso aveva funzioni di
rappresentanza importanti, che aveva e dava rispetto, insomma
quel che si dice un Signore. Dovremmo forse riscoprire gli
ideali ed i classici greci ed il vero valore intrinseco della
religione Cattolica, oggi sempre più in crisi di identità
confondendosi con la odierna società consumistica.
Potremmo dire infatti,
che persone tipo quelle illustrate sin d’ora, sono la sintesi
della confusione tra un autorevolezza presunta ed un
autorevolezza reale e tangibile. Nel nostro quotidiano iniziando
dalla famiglia e dai rapporti interpersonali nei momenti di
difficoltà dovremmo dimostrare quello che siamo, quello che ci
hanno insegnato, come vivere gomito a gomito nelle difficoltà,
nelle divergenze, nelle sopportazioni.
Ed allora dovremmo
andare oltre gli atteggiamenti dell’utile idiota pieno di sé ma
vuoto alla minima difficoltà, povero di valori, e di senso
civico, di altruismo e di voglia di cambiamento e miglioramento
di se stessi e della realtà circostante. Analizzare se stessi,
conoscere se stessi per conoscere gli altri, è questa la nostra
azione più importante per non incorrere in atteggiamenti tipici
dell’utile idiota apparentemente funzionale alla società, ma in
realtà inutile perché utilizzato da essa.
Club Liberal Monti Dauni. 10.12.2009
Monti Dauni: IL SILENZIO DELLA POLITICA.
Carenza infrastrutturali,investimenti eolici a iosa,assenza di politiche
per gli anziani e per l'occupazione,morti elevati per tumori, eppure la
politica tace.
Tace colpevolmente sui problemi reali del territorio,un territorio che
necessita di politiche incisive,determinate, innovative.
La lotta per il potere campanilistico e territoriale continua senza che
si guardi ad un palmo dal naso,costruendo politiche di respiro,neanche
l'inserimento in giunta provinciale di esponenti di chiara espressione
di area ha dato fiato ad un territorio in affanno.
Ed allora che fare?
Non arrendersi sicuramente,ma continuare a
resistere,resistere,resistere.
dott Luigi Ruberto
Comitato Civico s.p. 99 99 bis
Infrastrutture:
E' ancora emergenza.
E' ancora emergenza viabilità nei monti Dauni,dopo anni di battaglie non
vengono ancora completati i lavori sulla s.p. 99 Candela Rocchetta e non
vengono ancora appaltati i fondi stanziati con DPCM sulla 99 bis
Rocchetta Rocchetta Scalo dalla Prefettura di Foggia.
E' necessario secondo il comitato civico per la viabilità intervenire
radicalmente,non sono più procastinabili attese e meline. Le
infrastrutture sono la priorità nel Comune di Rocchetta Sant'Antonio
così come nell'intera area dei monti Dauni.La Provincia di Foggia
dovrebbe agire con maggiore determinazione ed efficacia nella sua azione
di coordinamento e di politiche infrastrutturali.
Dopo anni è giunta l'ora di porre in essere fatti e non parole da parte
delle Istituzioni preposte.
In assenza non sono esclusi nuove iniziative di proteste del Comitato
civico tese a dimostrare le inefficienze.
Per il Comitato Cittadino
Dott Luigi Ruberto
Lettera alla
redazione.
Carissimo Dott. Luigi Ruberto,
Intanto La ringrazio per l´opportunità che mi da ogni volta che leggo un
suo articolo,in quanto i temi da lei sviluppati,oltre ad essere molto
interessanti,danno la possibilità di guardare oltre e non fermarsi dove
le nostre convinzioni sociali ci obbligano a farlo.
Ha suscitato davvero molto interesse,l´articolo dal titolo "IL VALORE
DELLE
PAROLE",titolo appropriato al contenuto, in quanto l´interpretazione del
singolo lettore,da il giusto valore all´articolo stesso e lo potrà
criticare o approvare con altre parole che potranno essere giuste o
sbagliate e a sua volta ci sarà sempre qualcuno che giudicherà il giusto
valore delle parole.. .
A questo punto mi chiedo:"C´è un giusto valore alle parole?" Ogni
persona parla in merito alla propria educazione,al proprio ceto
sociale,alla propria esperienza di vita ed ognuna di essa arricchisce
l´importanza data ad una
parola.Il gesto, come conseguenza della parola, credo sia spesso causa
di sbagli,equivoci,ma credo che,visto l´importanza a cui la sottoscritta
da alle parole, queste dovrebbero essere usate una volta attuati i
gesti,per diffondere,per garantire,per proporre,per aiutare.
Grazie a questo mio pensiero la valenza delle parole avrebbe,a mio
avviso,più peso.
Credo che la parola e chi faccia buon uso della parola,però, abbia
l´impegno di far vedere nuove frontiere,quindi mi congratulo con
chi,grazie ad essa
riesce a far esprimere il proprio pensiero riempiendo quegli spazi della
vita,dove le azioni da sole non bastano,ma hanno bisogno di parole messe
insieme per costruire sempre di più una società di interlocutori e non
solo di presenze parlanti.
una sua lettrice accanita
Il
valore delle parole.
di Luigi Ruberto
9 novembre 2009 -
Spesso, ho incontrato
persone che mi hanno espresso una loro chiara e definita visione
della vita, in relazione al valore delle parole, degli eventi
culturali, dello scambio di idee.
Chi erano costoro? Forse
persone che hanno costruito il loro futuro su altre basi,quali
il coinvolgimento concreto e tangibile delle realtà disseminate
tra i meandri delle menti umane.
Il fatto ancora più
grave, è che costoro asserivano con acume e ciglio prepotente,
che si, era così, contano i fatti le chiacchiere non servono.
Naturalmente il dubbio non poteva che assalirmi, farmi almeno
riflettere.
Ruberto: Rebus Edison sulle rinnovabili a Rocchetta S.A
Rocchetta Sant'antonio: Nel 1996 la Edison realizzo il primo
parco eolico sperimentale nel Comune di Rocchetta.
Dopo anni c'è da chiedersi coma mai molti comuni stanno
realizzando parchi eolici con la edison come Candela,Ascoli,etc,e
Rocchetta non attua politiche di sviluppo di un parco obsoleto
come quello esistente?
Continuando ad attuare politiche di costruzione di parchi eolici
con altre società disseminando il territorio di pale
eoliche,senza potenziare e rinnovare i parchi già esistenti.
Strana politica quella portata avanti in questi anni.
Una politica che porta utili alle società e minimamente alla
casse comunali e vantaggi illusori agli agricoltori, e quasi
nulli per l'intera comunità.
Sarebbe necessario cambiare registro.
Ci auguriamo che questo possa accadere molto presto per il bene
dell'intero Comune e delle istanze dei cittadini e dei locatori
di immobili che di fatti divengono suoli industriali.
Nel 2009 possiamo affermare che il nostro Comune è diventato un
Comune Industriale vista la mole di mw installati, con un
riscontro occupazionale quasi nullo ed un vantaggio economico
collettivo similare.
C'è da chiedersi se non si è dinanzi ad un nuovo miracolo
economico, un Comune ad alto tasso di industrializzazione e con
un bassissimo tasso di economia diffusa e collettivizzata.Strana
politica.
Qualcosa non torna.
Dott Luigi Ruberto-Club Liberal Monti Dauni
Club Liberal Monti Dauni - L'Intervista a Luigi Ruberto-
Siamo prossimi alle elezioni Regionali,cos'è meglio per la
Puglia?
Credo che se i giochi saranno corretti il centro destra dovrebbe
spuntarla,vista la mancata rivoluzione copernicana dell'On
Vendola, all'interno di questa tornata elettorale un ruolo da
protagonista credo lo giocherà l'Unione di Centro,anche in
riferimento agli ultimi sviluppi politici Nazionali.
A breve ci saranno anche le elezioni amministrative nel suo
Comune, Rocchetta cosa accadrà?
Ci saranno grosse novità.
Rocchetta come molti comuni interni e montani necessita di una
saggia amministrazione,di una vera politica
occupazionale,infrastrutturale,una nuova vision sulle
rinnovabili, e una rete di servizi al cittadino mai decollata.
Di cosa necessitano i territori montani e delle aree interne?
Di reali progetti di promozione territoriale,di politiche di
area condivise e partecipate e di vere azioni tese al
finanziamento e allo sviluppo delle idee dei pochi giovani
rimasti, e della promozione delle ricchezze enogastronomiche ed
ambientali.
Come costruire percorsi politici nuovi e virtuosi?
Emarginando chi fa politica per interessi e non per il
territorio, ed attuando quanto sopra esposto.
Il nostro è un territorio ricco,ma volutamente emarginato,dalle
politiche provinciali e Regionali,andrebbe rilanciato realmente
senza proclami,iniziando con il promuovere e dare reale
funzionalità alla consulta dei Sindaci,almeno quelli che
lavorano per il bene comune.
dott Luigi Ruberto
Ricostruire il tessuto sociale
dalle fondamenta.
A cura del Dott Luigi RUBERTO ---
29 ottobre 2009 ---
Corruzione, concussione, rapporti con la criminalità
organizzata, interessi privati in atti pubblici,abuso d'ufficio,omissione
d'atti
d'ufficio,
uso di sostanze stupefacenti, rapporti contigui con il mondo
della prostituzione. Etc etc. Potremmo continuare nell'elencazione
che da tempo stanno scuotendo il mondo del potere e dei
rappresentanti del popolo,strano paese il nostro dove tutto o
quasi viene tollerato,accettato,condiviso. Ma cosa realmente
stia accadendo nella opulenta società occidentale sembra
difficile saperlo, forse. O forse stiamo assistendo a quello che
è sempre successo tra intrighi di potere e costumi
consuetudinari profanati,chissà; certo è che a tutto questo
bisognerebbe mettere un argine un argine dato dall'oggettività
della socialità, se tutti lo fanno lo faccio anche io, tanto è
un costume comune, tranne che, tranne che non vengo beccato in
flagranza. E'
necessario ritrovare né un sano moralismo né una morale
perduta,ma semplicemente il senso della misura dell'uso
del buon senso comune, in modo peculiare quando si hanno
rappresentanze Istituzionali, seppur errare è umano. E'
dunque indispensabile costruire argini nuovi per una nuova
classe dirigente, ma da dove iniziare se i vizi sono diffusi ad
ogni livello e stato sociale e ogni età anagrafica? Forse ci
vorrebbe uno Stato Etico? Forse ci vorrebbero regole più ferree,
con i giusti contrappesi sociali per costruire un nuovo mondo
fatto di valori, e non di valori-contanti. E'
una sfida difficile o forse impossibile, se si guarda all'antica
Grecia e ai valori e alle regole dell'antichità,
allora bisognerebbe cambiare o dilatare le nostre regole, quelle
ferree della società post-industriale e dell'illuminismo
cattolico. O forse, è necessario dare alle stesse il giusto
valore che con il passare del tempo hanno perso. Sta di fatto,
che osservare dieci regole del buonsenso e base stessa della
cultura occidentale date dal cattolicesimo non è un male, anzi
penso che ne trarremmo giovamento sociale, l'importante
è non eccedere né nel lassismo né nell'eccessivo
conformismo. I tempi mutano, la scienza si evolve,le religioni
si rincorrono,la voglia di spiritualità sembra essere tanta, ma
le identità culturali traballano, ed è oggi più che mai
necessario rafforzarle nel rispetto delle varie religioni, ma
senza essere arrendevoli o peggio rinunciatari. E'
necessario ripartire dalle radici identitarie naturali senza
snaturare le normalità e normalizzare le eccezioni, avremmo una
società anomala e disastrosamente paradossale, ogni periodo
storico ha una sua pregnanza culturale,il nostro sembra essere
un periodo storico ricco di ombre ma privo di sostanze.
Club
Liberal Monti Dauni ---
29 ottobre 2009 ---
Ruberto: Pepe riattivi il CPEL, sblocchi la nomina del
difensore civico provinciale e del Garante dell'infanzia.
Secondo-Luigi Ruberto- l'ente Provincia guidato dall'On Pepe
dovrebbe attuare tali scelte per dare sempre maggiori attenzione
alle istanze dei cittadini. Secondo il Dott Ruberto- è
necessario rilanciare il CPEL -consulta provinciale per
l'economia ed il lavoro- perchè luogo di sintesi tra mondo delle
istituzioni,del sindacato,delle imprese e del terzo settore.
Solo una Democrazia partecipata costruisce tessuti politici ed
economici maturi.
Sarebbe un gesto politicamente lungimirante rispolverare quello
che la vecchia amministrazione provinciale ha mandato in
soffitta.
Lo stesso dicasi per la nomina Difensore Civico
provinciale,figura terza a tutela dei cittadini e degli
interessi legittimi degli amministrati, creare organismi terzi e
tecnici atti a dare risposte alle istanze della provincia, è un
segno di crescita della cultura del diritto e del confronto.
Un discorso ancora più importante merita il garante dei
minori,che da tutela alle istanze dei minori e delle famiglie in
difficoltà, nato per dare voce a chi non ha voce ed è spesso
vittima degli abusi e degli scontri degli adulti. E' necessario
credere in questi Istituti,non come meri soggetti inutili, ma
come strumenti di salvaguardia e di ausilio alla crescita di una
sana e matura pubblica amministrazione.
La nostra è una provincia importante e territorialmente ricca di
vocazioni spesso sottoutilizzate.
L'Augurio è che questa nuova compagine di Governo a livello
provinciale porti vento nuovo e si apra sempre più alla società
degli elettori e il territorio.
dott Luigi Ruberto
Si alle rinnovabili, no alle
società del profitto.
Dott Luigi Ruberto-Club Liberal monti Dauni
Il sud, è come sempre
attraversato da una notevole girandola di interessi, raramente
canalizzati.
Dopo la comunicazione
della creazione della banca del sud, cui paradossalmente
proprio i ministri meridionali sono stati contrari e perplessi,
gli investimenti nel sud del paese e nelle energie rinnovabili
continuano a tutto vantaggio delle società eoliche. L’auspicio è
che la banca del sud sia un reale strumento di ausilio alle
piccole e medie imprese del mezzogiorno, e ai giovani che
intendano realizzarsi nella propria terra natia. La politica, in
molti casi è assente senza entrare nei dettagli degli
investimenti e dei finanziamenti che raramente raggiungono
l’obbiettivo prefissato.
Il mezzogiorno, ed il
sud e le aree interne dei monti Dauni, sono da anni capofila
per le energie rinnovabili per la politica portata avanti dal
governo Regionale.
Ma è necessario
chiedersi, cosa e quali sono stati i vantaggi del territorio e
dei cittadini Pugliesi e meridionali dagli investimenti eolici.
Pur consapevoli che il
nostro paese deve rispettare il trattato di kjoto con la
riduzione del 20% delle emissioni inquinanti e l’aumento del 20%
della produzione di energia da fonti rinnovabili entro il 2020,
è necessario costruire politiche economiche tese a dare sollievo
alle istanze delle famiglie, senza dimenticare che i territori
che ospitano questi opifici industriali non ricevono
alcun guadagno in termini occupazionali, in termini di riduzione
della bolletta elettrica, e della defiscalizzazione comunale
come hanno fatto alcun i comuni nordici e alcuni paesi del
Nord Europa, dove le energie rinnovabili si sono evolute per
prime.
Se è necessario
rispettare i trattati internazionali, è altrettanto importante
costruire politiche economiche virtuose, nel pieno rispetto
delle prerogative degli investitori, ma anche del territorio e
dei comuni che ospitano innumerevoli investimenti dall’eolico
al fotovoltaico alle biomasse.
Allo stato, sono sole le
grandi multinazionali che stanno investendo nelle rinnovabili a
cogliere i vantaggi delle stesse, a discapito di privati
agricoltori che locano i suoli a somme irrisorie e delle
istituzioni locali comunali che subiscono supinamente questa
nuova conquista del west.
Sono necessarie
politiche Nazionali, Regionali, provinciali e territoriali atte
a calmierare ogni distorsione in questo nuovo settore
dell’economia.
Solo uno Stato
moderatore delle economie di scala, può garantire una regolare
azione e funzionamento del mercato economico ed industriale.
L’Italia è una grande
Nazione, che purtroppo è amaro dirlo, necessita di azioni tese
alla regolamentazione e programmazione delle economie e al
controllo.
E’ necessario limitare i
poteri delle società eoliche e aumentare le tutele delle
comunità locali e dei cittadini, fornendo i giusti strumenti
normativi a tutela degli interessi diffusi. I nostri tempi
necessitano di uomini e donne che gestiscano gli eventi e gli
investimenti, senza lasciarsi gestire da essi,o subirli
passivamente.
I Piemontesi studiarono una guantanamo per
i meridionali ribelli
di MARISA INGROSSO
Per battere il brigantaggio, i piemontesi volevano aprire una
«Guantanamo» in cui deportare tutti i meridionali. Le prove sono
contenute nei Documenti diplomatici conservati presso l�Archivio
storico della Farnesina e scovati dalla «Gazzetta».
VANE
ATTESE PER LA 99 BIS ROCCHETTA ROCCHETTA SCALO.
RUBERTO: ORA E' NECESSARIO INTERVENIRE CON UN PROGETTO RELISTICO.
Il comitato civico per la viabilità nei monti Dauni,evidenzia e
sollecita le Istituzioni,locali,provinciali ad intervenire sulla
99 bis.
Le lamentele degli agricoltori non sono più ingiustificate,anche
perchè non lo sono mai state,visto che da oltre 2 anni si
attende la cantierizzazione di 3 milioni di euro sulla 99 bis
Rocchetta-Roccetta scalo,ma ad oggi nulla è stato fatto se non i
sondaggi geologici.
Il comitato cittadino invita l'ass.Ple ai LL.PP Vito Guerrera ed
il Prefetto di Foggia Nunziante ad intervenire in maniera
risoluta per dare risposte concrete alle giuste istanze dei
cittadini e dei residenti in tale area interessata da una
situazione di dissesto infrastrutturale causato dalla mancata
manunentizione dell'arteria in questione da oltre 20 anni.
Il Comitato Civico evidenzia come dovrebbe essere anche maggiore
l'impegno della locale Civica Amministrazione.
Per Il Comitato Civico s.p. 99 bis
dott Luigi Ruberto
ENERGIE
RINNOVABILI: RUBERTO-RESP.P.LE UDC-NECESSARIO COSTRUIRE
POLITICHE ENERGETICHE ACCETTATE DAL TERRITORIO CON PIANI
ENERGETICI COMUNALI O INTERCOMUNALI PARTECIPATI.
Sembra complesso ma è semplice, costruire dei percorsi politico
amministrativi partecipati,con tutti gli attori dello
sviluppo,vale a dire Cittadini,Enti locali,Società,terzo
settore,associazioni di categoria,mondo delle imprese e del
sindacato.
Questo è quanto.
Questo è quanto già fatto al Nord da alcune città come
Bologna,dove la pubblica amministrazione prima di prendere
qualsiasi decisione in maniera definitiva ascolta tutte le
istanze degli attori locali.
Questo è quanto andava fatto, e in alcuni casi può essere ancora
fatto dagli Enti Locali che deliberano impianti eolici a iosa;
senza interpellare nessuno ed in barba ad ogni discussione
democratica,i consigli comunali,in cui molto spesso ci sono
eletti capitati per caso, ratificano senza
pensare,dibattere,proporre,capire.
Il nostro Sud,di cui molti apparentemente sembra vogliono
prender le parti, ed il nostro territorio andrebbe tenuto in
maggiore considerazione.
Costruire politiche comunali,provinciali, partecipate avrebbe
portato e potrebbe portare ad un salto culturale,politico ed
economico l'intera Capitanata,immaginiamo cosa sarebbe accaduto
e cosa potrebbe accadere se questo metodo verrebbe posto in
essere anche per gli innumervoli impianti eolici presenti oramai
nella nostra provincia, o per quelli futuri.
Il vento è una risorsa pubblica i cui benefici andrebbero
collettivizzati, pur rispettando il ruolo di chi investe, ma
garantendo che il sacrificio ambientale del territorio sia
equamente indennizzato,cosa che allo stato non sembra essere,
pur consapevoli che l'Europa e il trattato di Kioto ci impongono
di rispettare le formula 20-20-20, vale a dire riduzione del 20%
delle emissioni inquinanti,aumentare del 20% la produzione di
energia da fonti rinnovabili entro il 2020.
Il nostro territorio necessita di politiche, di uomini e donne
che dominano gli eventi economico sociali senza lasciarsi
dominarsi da essi.
La Democrazia è confronto non la mera sommatoria degli aventi
diritto al voto.
Dott Luigi Ruberto
CLUB LIBERAL
MONTI DAUNI
FINI LUNGIMIRANTE SULLA CITTADINANZA A
CHI NASCE IN ITALIA.
Il Dott Luigi Ruberto- referente del Club Liberal dei monti
Dauni,plaude alla proposta del presidente Gianfranco Fini, i
bambini nati in Italia devono essere Cittadini Italiani a 11
anni.
La proposta segnerebbe una svolta nelle politiche migratorie e
di inserimento nel nostro paese da parte delle giovani
generazioni figli di immigrati.
L'Italia non può continuare a frapporre ingiustificate posizioni
di chiusura anche nei confronti dei nati sul suolo Italico.
Diminuirebbero i conflitti sociali ed etnici e ci sarebbe
certamente una maggiore integrazione come già è di fatti da
parte dei moltissimi adolescenti che sono nati, cresciuti e
vissuti e si sono scolarizzati in Italia.
dott Luigi Ruberto
Ruberto
scrive a ITALIA FUTURA DI MONTEZEMOLO.
Amo l'innovazione le sfide,il darsi nuovi
traguardi,apparentemente impossibili. Mi auguro da giovane
neolauretato del sud, che anche il mezzogiorno rientri a pieno
titolo nell'Italia Repubblicana.
Faccio i migliori auguri ad ITALIAFUTURA e a Luca, anche se non
lo conosco di persona. Mi auguro che i giovani e le menti dei
giovani siano i protagonisti di questa avventura culturale.
Mi auguro che in agenda si dibatta di salario di inserimento per
i giovani neolaureati, che si aboliscano gli esami di Stato per
l'accesso al mondo della Professioni,che si crei un dibattito
culturale tale per costruire un paese non BLOCCATO,ma
meritoctratico,sarà utopia? chissà.
Mi auguro che si dibatta di insfrastrutture per il sud,che si
creino le condizioni per l'accesso per tutti alla rete internet
gratuita, che si battano i corporativismi che si dia spazio alle
tematiche concrete per affrontare i veri problemi del paese.
Occupazione,salario d'ingresso nel mondo del
lavoro,infrastrutture,alta formazione anche per il sud con
convenzioni tra privati e Università per specializzazioni e
Master post laurea a condizioni accessibili. Che si lavori alla
costruzione e formazione di classi dirigenti locali,sono
incazzato perchè accendo la tv e sento parlamentari parlare del
sud dicendo che la priorità è la sicurezza,penso che siano a
dir poco MIOPI,la priorità è l'occupazione per dare
autonomia,identità di pensiero e diritto di cittadinanza a chi
non ne ha.
Potrei dire tanto altro ma mi fermo,cqe AUGURONI.
dott Luigi Ruberto
UDC
Direzione Provinciale Fg Dipartimento Energie Rinnovabili
Ruberto a Roma:
Rinnovabili una risorsa?
Il Dott Luigi Ruberto- è intervenuto a Roma- alla manifestazione
Nazionale delle Energie Rinnovabili,per approfondire sempre più
e studiare da vicino tecniche e condizioni per lo sviluppo delle
rinnovabili in Italia.
Dall'Eolico al fotovoltaico al minieolico da 9,20,50 kw.
Il Sud dell'Italia risulta essere ad oggi tra i maggiori
produttori di energia da fonti rinnovabili,mentre la storia non
muta, poche son le società secondo -Ruberto- che producono e
rivendono macchine eoliche che siano nate nel sud del paese,le
aziende del Nord producono al nord o all'estero molte macchine e
le rivendono per investimenti al sud del paese. Sarebbe ora di
invertire la tendenza,di investire direttamente come aziende
agricole nel minieolico per la nascita di vere aziende
agri-energetiche che utilizzano le fonti rinnovabili, senza
continuare a chiudere contratti iniqui e poco vantaggiosi per
gli agricoltori meridionali,i quali sono solo un semplice
strumento di ricchezza per le società che operano nel settore.
Questo settore è l'economia del momento,che deve però essere
capace di contemperare tutti gli interessi in gioco.
In monti Dauni e la provincia di Foggia,sono così al centro di
un investimento per le rinnovabili enorme,e da queste
opportunità le Istituzioni locali e le imprese del territorio
dovrebbero riuscire a trarne benefici.
dott Luigi Ruberto
Zurigo,
30 settembre 09 . Un successo da 5 milioni di euro
Minieolico: Northern Power System sbarca in Europa
Northwind100, la potenza deille piccole taglie conquista scuole,
ospedali e edifici pubblici.
(Rinnovabili.it) Sulla scia del successo del piano Northwind
100, capolavoro della tecnologia eolica, l impresa americana
Northern Power System, realizzatrice del progetto, ha preso
nuovi accordi per espandere la propria innovazione nel campo
della produzione di energia direttamente da vento, anche in
Europa.
Northwind 100, le cui turbine eoliche hanno una potenza che si
aggira dai 60 ai 100 chilowatt, può già vantare un fatturato di
5 milioni di euro, prodotto dell'investimento nei più disparati
prospetti e piani di lavoro.
Sarà Reinout Oussoren, amministratore delegato nominato per la
sede svizzera di Zurigo, a gestire il lavoro di vendita,
promozione e fidelizzazione presso altri gestori nel vecchio
continente e contribuire così a diffondere l�efficenza del
metodo Permanent Magnet Direct Drive technology, in cui Northern
Power System si è specializzata.
Il connubio dei magneti permanenti con il metodo del Direct
Drive, all�avanguardia nel settore, massimizza la resa
energetica, evita quindi sprechi, e permette di risparmiare
sulla manutenzione e sulla produzione di rumore. Inoltre il
Direct Drive vanta un estetica in grado di adattarsi facilmente
a molti edifici e a diverse tipologie di infrastrutture. Ad
esempio in Gran Bretagna è stato utilizzato in scuole ed
ospedali. In Italia, alcuni piccoli gestori lo hanno adottato
avvalendosi dei vantaggiosi costi; 0,30 centesimi per ogni kWh e
per tutte le installazioni non oltre i 200 MW di potenza. Grazie
alla partnership con il Dipartimento dell�Energia e il National
Renewable Energy Laboratory (NREL), Northern Power System ha
influito enormemente con le sue tecniche avanzate nella resa e
nella produttività del settore del vento.
fonte:rinnovabili.it
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Bangkok, 28 settembre 09
Penultimo appuntamento prima della Conferenza danese

Obiettivo
Copenhagen: facciamo il punto
di Maurizio Testa
Un incontro in Tailandia per affrontare ancora una volta le
distanze che separano le posizioni dei vari paesi sulle misure
da prendere per il dopo Kyoto, in materia di lotta ai
cambiamenti climatici e riduzione delle emissioni dei gas serra
UDC Direzione provinciale
-Fg-Dipartimento Energie Rinnovabili.
Secondo il Dott Luigi Ruberto-Res. P.le per l'Udc per le energie
rinnovabili è necessaria una nuova politica regionale e
provinciale per le energie pulite.
Dopo che i monti Dauni sono stati invasi da parchi eolici senza
una forte ricaduta economica ed occupazionale sul territorio, la
piana si avvia verso la stessa direzione.
Stanno sorgendo nei dintorni di Foggia e provincia e sorgeranno
nella stessa Lucera parchi eolici per la produzione di energia
dal vento.
Pur non essendo contrari alle rinnovasbili, e visto che
l'emissione di co2 per Stato non potrà essere rivista, c'è da
evidenziare come tale forma di investimento continuerà nei
prossimi 15 anni.
Vanno però riviste secondo-Ruberto- le forme di contrattazione
per addivenire a contratti realmente sinallagmatici,vale a dire
realmente vantaggiosi per tutte le parti in causa.
E' necessario secondo -Ruberto- triplicarte l'indennizzo annuo
dati ai proprietari dei fondi agricoli, i quali non locano un
semplice suolo agricolo ma un suolo che con la nuova
destinazione avrà valore industriale,e dunque un valore ben
maggiore di mercato,considerato che ogni macchina da due e tre
megawat ha un fatturato elevatissimo;
Vanno create delle poste di bilancio specifiche in ogni Comune
per avere chiara l'idea delle entrate che derivano dai parchi
eolici per comune e come l'Ente intende investire questi
ulteriori fondi;
Sarebbe opportuna e necessaria la creazione di bonus verdi per
ogni nucleo familiare in tutti quei comuni in cui ricadono
parchi eolici, al fine di sostenere le famiglie monoreddito, per
i servizi pubblici essenziali, luce,acqua,gas,adsl,etc.e
destinare parte di queste entrate a creare opportunità di
sviluppo intercomunale.
Molti Comuni del Nord queste politiche sono già realtà.
Il Comune di Stella paese natio del Presidente Sandro Pertini,ha
installazioni di turbine da fonti rinnovabili, e tutti i
cittadini sono sgravati dal pagamento della bolletta della luce,
questo è solo un esempio.
Il Sud e la nostra provincia possono trarre innumerevoli
vantaggi da questa opportunità se solo si riuscisse a mettere
intorno a un tavolo la società eoliche, allo stato uniche
beneficiarie, Enti locali, e proprietari dei fondi agricoli, per
delle intese di ampio respiro.
La nostra Regione e la nostra provincia necessitano di svolte,la
nostra è una Regione a più alto insediamento di
rinnovabili,dunque se ne deduce che contribuiamo al benessere
della Regione e dello Stato, sotto il profilo ambientale, ma i
cittadini Pugliesi non hanno un tornaconto anche economico in
tal senso, allora c'è da chiedersi a chi giova tutto questo?
Sono necessarie nuove politiche ambientali che contemperino gli
interessi di tutte le parti in causa,società
operatrici,comuni,proprietari agricoli, cittadini.
Ad oggi molto poco è stato fatto in tal senso per la gestione
localistica e silenziosa di tali investimenti.
Sarebbe necessaria una conferenza Provinciale aperta alle parti
in causa in cui idee proposte e progetti, si confrontino
liberamente,la società capitalistica e l'attività d'impresa si
sono caratterizzate negli ultimi 50 anni per la diffusione e
per sapere spalmare la ricchezza prodotta,l'accentramento o lo
sbilanciamento nelle politiche economiche crea società
economicamente e socialmente artefatte e malate.
Una sana economia è garanzia di sviluppo,occupazione e stabilità
sociale.
dott Luigi Ruberto
La
quiete dopo la tempesta.
Per chi è rimasto e per chi è partito.
Qualche goccia cade,spolvera l’asfalto nero di fresca estate, i
grilli si sono impadroniti delle notte e delle serate, eppur
qualcosa si muove.
Il silenzio regna sovrano, molte attività hanno le saracinesche
abbassate, ma riapriranno.
Il rintocco delle campane scandisce le ore che passano e i
giorni che scorrono, mentre qualcuno trapassa a miglior vita e
altri si preparano.
Qualcuno organizza visite guidate nelle città limitrofe.
Poi c’è chi di notte svolge attività d’impresa,venuto da terre
lontane.
Le ruspe continuano a spianare.
Qualcuno tinteggia la propria casa.
Altri attendono l’esito.
Qualcuno inizia i sondaggi, altri si preparano.
Alcuni operano.
Altri osservano.
Altri ancora sono nascosti.
Le strade sussurrano.
Gli animi si scaldano.
Gli sguardi mutano.
Le parole cambiano significato.
Gli atteggiamenti hanno letture diverse.
I giochi si riaprono.
Mutevole è l’animo umano.
Mutevoli sono gli umori.
Le consuetudini guidano gli astanti.
Il potere fa cadere in desuetudine tutto quello che disturba.
Chi sa ignora per continuare a vivere serenamente.
Chi si sente ignorato ha il volto cupo come colui che non esiste
Mentre il grillo canta gli uomini si affannano.
Il futuro è nelle nostre e nelle tue mani.
Il futuro è oggi.
Il futuro ti appartiene.
Il futuro è sorgente di verità e azione.
Il silenzio uccide l’animo.
La Democrazia
va alimentata giorno dopo giorno.
Il dibattito è Futuro.
L’assenza di dibattito è morte.
Il confronto è crescita.
Il vento è futuro e tanto altro.
La sintesi è la stella polare.
La ricchezza risiede nella moltitudine.
La Democrazia,la
Verità, la Giustizia necessitano di uomini di buona volontà.
La buona volontà necessita di uomini e donne coraggiosi.
L’altruismo arricchisce tutti.
L’egoismo impoverisce quasi tutti.
Bellezza e ricchezza cent anni non dura.
L.R.
Il
Giudice Ordinario decide l’attribuzione del diritto d’asilo.
La giurisdizione non spetta al Tar.
-Lo stralcio-
Ordinanza delle Sez Unite n. 19393/09
L’identità della natura
giuridica di tutte le situazioni soggettive inquadrabili nella
categoria dei diritti umani fondamentali,ha inoltre,trovato
espressa conferma nelle norme interne di attuazione delle
direttive 2004/83/Cee 2005 /85Ce,di cui, rispettivamente ai
decreti legislativi n.251 del 2007 e n. 25 del 2008 (
parzialmente modificato con il Dlgs n.159 del 2008).
L’articolo 32 del primo
testo normativo ha attribuito le valutazioni relative ai
presupposti per la concessione dei permessi di soggiorno
umanitari alle stesse commissioni territoriali competenti per
l’accertamento dei requisiti per il riconoscimento dello status
di rifugiato, mentre l’art 34 del Dlgs n .25 del 08 ha stabilito
l’equivalenza degli effetti delle misure di “protezione
sussidiaria” e dei permessi di soggiorno per ragioni
umanitarie.
Appare evidente che la
ratio di entrambe le norme è individuabile proprio
nell’accertata identità di natura delle situazioni giuridiche.
In conclusione, la situazione giuridica dello straniero che
richieda il rilascio di permesso per ragioni umanitarie ha
consistenza di diritto soggettivo, da annoverare tra i diritti
umani fondamentali con la conseguenza della garanzia prestata
dall’art 2 della Cost. esclude che dette situazioni possano
essere degradate a interessi legittimi per effetto di
valutazioni discrezionali affidate al potere amministrativo, al
quale può essere affidato solo l’accertamento dei presupposti di
fatto che legittimano la protezione umanitaria, nell’esercizio
di una mera discrezionalità tecnica, essendo il bilanciamento
degli interessi e delle situazioni costituzionalmente tutelate
riservate al legislatore.
La giurisdizione sui
diritti umani fondamentali, in mancanza di una norma espressa
che disponga diversamente,spetta giudice ordinario.
Politiche Internazionali, il ruolo delle economie negli Stati.
di
Luigi Ruberto
Dopo il livellamento in
basso delle politiche Nazionali e vista l’assenza di reali
elementi di fondato confronto politico, credo sia opportuna una
riflessione socio-politico-economica.
Con l’evoluzione delle
politiche post industriale, si è giunti ad una sempre maggiore
forza delle economie nel mondo delle Istituzioni, tanto da
condizionarle pesantemente, ed in molti casi farsi Stato esse
stesse.
Il ruolo del cittadino
elettore, con lo scorrere dei lustri è diventato sempre più
evanescente, semmai costui ha avuto un ruolo reale nello scontro
dei poteri economici e sociali.
Il ruolo delle
Istituzioni, dovrebbe esser sempre terzo, ed improntato alla
massima etica possibile,ma è realmente così?
Il ruolo degli Stati,
dovrebbe essere quello di interloquire con le economie al loro
interno e con quelle nascenti, ed invece sempre più spesso gli
Stati sono distaccati da esse tanto da costruire economie
fluttuanti e dunque non più controllabili, ed in alcuni casi
limitare o incentivare alcune economie emergenti. Da questo si
capisce con estrema chiarezza che le politiche legislative degli
Stati e dei Governi sono spesso, sempre più spesso, politiche
emergenziali, per fare fronte alla crisi del momento.
Il nostro Governo ha da
poco chiuso il capitolo coloniale con la Libia dietro un
indennizzo non indifferente, nel silenzio di molte forze di
opposizione, per costruire anche nuove politiche economiche di
area e nuove politiche migratorie di cui si vedranno gli effetti
reali nei prossimi anni.
In ogni caso, è stato un
esempio di politiche tra Stati e tra aree, che indirettamente
molti auspicano che abbiano una ripercussione economica di lungo
periodo, sarà realmente cosi?.
Sono queste allo stato
le tematiche più forti sul tappeto della politica
Internazionale, politiche migratorie, come mitigare l’entrata di
clandestini, come costruire degli Stati dalle economie sane e
nello stesso tempo non fare sì che la loro crescita crei
scompensi economici interni.
Dopo la crisi economica
ancora in essere, di fatti credo si sia compreso che ogni forma
di liberalismo deve avere un controllo reale e concreto nei
segmenti vitali di ogni economia Statuale.
Costruire economie
apparentemente sane ed efficienti e discapito dei paesi del sud
del mondo, non è più una politica internazionale condivisibile
né remunerativa, è necessario che la ricchezza del mondo inizi
seppur parzialmente ad essere ridistribuita per costruire
sintonie economiche di area e non com’è stato sin d’ora scontri
territoriali che hanno ragioni meramente economiche. Lo
sfruttamento di molte aree del pianeta è il vero bandolo della
matassa che molte guerre non risolveranno, come la lotta
all’accaparramento di porzioni di crosta terrestre non
nazionalizzate sarà la gara del presente e del futuro. Tutto
questo mentre in Italia non si aboliscono gli ordini
professionali, non si costruiscono politiche di area, non si da
spazio alle ricchezze dei giovani del nostro Stato, mentre non
si riforma il sistema universitario, facendo sì che i giovani
entrino quanto prima nel mondo delle economie, mentre non si
affrontano i problemi reali, giustizia, infrastrutture, scuola,
famiglia, occupazione, formazione giovanile, riforme
Istituzionali.
Di questo passo potremmo
diventare anche noi parte di quegli Stati che hanno economie in
recessione, con una forte connotazione di popolazione in età
matura tanto da ridurre la forza produttiva e competitiva del
nostro Stato? Urgono dunque politiche a sostegno della nascita
di nuove famiglie per meglio fare fronte agli scontri economici
di area che ogni Stato è portato a vivere. Ogni ulteriore
ritardo di qualsiasi tipo e genere, riduce la capacità politica
e competitiva del nostro Stato e della nostra economia a livello
internazionale.
Dobrugia,
7 settembre 09 -La seconda fase
Eolico,
nuovo accordo Ge Energy - Cez
In Romania si concretizza il progetto del parco eolico più
grande d'Europa
(Rinnovabili.it)- Il colosso energetico GE Energy ha concluso un
importante accordo con la compagnia romena CEZ per dare avvio
alla seconda fase dell'ambizioso programma di produzione di
energia eolica onshore che prevede entro il 2011 l'installazione
di 101 turbine eoliche lungo la costa del Mar Nero per una
potenza complessiva di 600 MW.
Già nel settembre 2008, infatti, la Romania aveva creduto nelle
potenzialità dell'energia del vento e nel salto di qualità che
l'avrebbe portata a migliorare le sue condizioni di efficienza e
di risparmio; la prima fase di lavoro nominata Fantatele
prevedeva la messa a punto del più grande parco eolico presente
sulla superficie europea, tuttora in fase di costruzione.
Sono state collegate finora turbine per una potenza pari a 347.5
MW; una volta conclusasi anche la seconda fase, che vedrà al
centro dell'attenzione la località di Cogealac, la Romania
arriverà a coprire grazie alle energie rinnovabili quasi il 30%
dell'intero fabbisogno.
Gli imperativi dettati dalla Commissione Europea poi hanno
rappresentato uno stimolo in più per tutti i paesi della
Comunità, nessuno escluso, affinchè si facessero tutti gli
sforzi possibili allo scopo di ridurre del 20% le emissioni di
CO2 entro il 2020.
fonte:www.rinnovabili.it
Bruxelles,
10 settembre 09 -Inevitabile uno stanziamento
Ue 100 miliardi di euro ai paesi poveri entro il 2020
Dopo la minaccia di veto dell'Unione Africana alla prossima
conferenza di Copenhagen, l'Unione Europea fa i conti con il
contributo che dovrà versare ai paesi in via di sviluppo
(Rinnovabili.it) La Commissione Ue ha oggi dichiarato che
l'Europa potrebbe fornire ai paesi poveri fino a 15 miliardi di
euro all'anno entro il 2020 per persuaderli a contribuire alla
lotta contro il cambiamento climatico.
Le nazioni in via di sviluppo, come è successo per esempio nelle
dichiarazioni del presidente della commissione dell'UA(Unione
African), Jean Pigot, sostengono che i paesi industrializzati
dovrebbero farsi carico della maggior parte dei costi, essendo i
principali responsabili del problema. Così hanno creato un primo
problema alle negoziazioni in vista del vertice globale sul
clima che si terrà a dicembre a Copenhagen.
Avendo l'Unione Africana dichiarato che eserciterà il diritto di
veto su qualsiasi accordo che non sia sufficientemente generoso,
i 27 membri dell'Ue stanno valutando un compenso adeguato per
superare questo tipo di stallo nelle trattative.
Adesso dobbiamo superare l'impasse nelle trattative di
Copenhagen ha espresso in una nota il commissario Ue per
l'Ambiente Stavros Dimas. Ecco perché la Commissione (europea)
sta portando avanti un progetto bilanciato per finanziare le
azioni necessarie.
Per abbassare le emissioni delle industrie e
contribuire ad affrontare siccità, malattie e cattivi raccolti
che si prevede saranno aggravati dal cambiamento climatico, il
mondo in via di sviluppo dovrà sostenere un costo di circa 100
miliardi di euro all'anno entro il 2020 .
La Commissione aveva dichiarato che l'Ue avrebbe potuto mettere
a disposizione dai 13 ai 24 miliardi di euro. In un secondo
momento ha però fatto marcia indietro dopo la considerazione che
allora gli Usa dovrebbero contribuire finanziariamente in modo
molto superiore per compensare una riduzione delle emissioni
piuttosto modesta .
Gli ambientalisti sono in totale disaccordo, dal momento che
secondo loro, si tratta di una cifra è troppo esigua per l'Ue.
L'Ue sta cercando di cavarsela con poco ha protestato Joris den
Blanken, attivista di Greenpeace invece di pagare la sua quota
per proteggere il clima del pianeta.
Per altro l'Ue, con la motivazione che dovrebbero essere le
attività locali a pagare le misure per il risparmio energetico,
ha anche ridotto il suo budget di miliardi di euro per il
finanziamento del taglio delle emissioni nei paesi poveri.
fonte:www.rinnovabili.it
MONTI
DAUNI. CRISI ECONOMICA: NECESSARI INTERVENTI URGENTI
News: Ruberto- chiede un
intervento urgente con un consiglio provinciale monotematico
sulla crisi che inevitabilmente ha investito anche gli opifici
dell'area del patto dei monti Dauni.
La difficoltà di molti stabilimenti deve portare i sindaci dei
comuni dell'area dei monti dauni e l'intero consiglio
provinciale ad esprimere con atti deliberativi concreti misure
adeguate alla crisi economica che queste piccole aziende stano
affrontando in aree depresse e marginali come sono quelle dell'appennino
dauno.
Il silenzio delle Istituzioni locali,provinciali, e regionali
deve trovare una giusta sintesi negli interventi Istituzionali
che la legge consente, a difesa del territorio e
dell'occupazione e di un riscatto mai realmente ottenuto.
E' paradossale come l'area più ricca della puglia e forse del
mezzogiorno,siano diventati propri i monti Dauni con la mole di
fatturato prodotta dagli investimenti in energia eolica, senza
alcuna ricaduta economica diretta o indiretta sul territorio
interessato dagli impianti, aspettiamo a riguardo la vision
della provincia di Foggia,mentre l'economia reale del territorio
annaspa. Gli investimenti vanno correlati all'economia reale del
territorio per dare ad esso anche i giusti vantaggi che gli
spettano.
dott Luigi Ruberto
Associazione
Liberal
La modernizzazione mancata:
l’Italia sospesa tra passato e futuro
La polvere sotto il tappeto.
di Luigi Ruberto
-Club Liberal Monti Dauni-Fg
E’ proprio vero un
eccesso di informazione porta sempre più spesso ad un assenza di
informazione, ad una tabula rasa del sapere.
Seguiamo quotidianamente
tv,giornali, internet ed altro e crediamo di esser informati ma
lo siamo sul serio?
Un’informazione seria
dovrebbe affrontare i problemi, analizzarli proporre anche
istanze e potenziali soluzioni ma tutto questo sembra non
esserci nel panorama dell’editoria Italiana.
Eppure il parlatoio dei
giornali e delle tv continua sempre più il proprio percorso di
scontro di poteri, senza affrontare appunto le tematiche sociali
che stagnano nell’Italia post-Industriale.
Disoccupazione, assenza
di infrastrutture al sud, mancanza di forme di ingresso nel
mondo del lavoro per i giovani, sono solo alcune delle forti
tematiche che il potere dell’informazione potrebbe e dovrebbe
approfondire.
La cultura del gridarsi
addosso in uso da alcuni anni in Italia non sta portando agi e
lustro alla nostra democrazia tecnocratica elefantiaca.
Il nostro è una paese
che arranca, che costruisce strade ed autostrade in Libia ma
tiene il sud del paese fermo con infrastrutture di mezzo secolo
fa.
Eppure sembra che i
cittadini siano contenti, quasi abbagliati da non si sa cosa. Ma
è realmente così?
Molte aziende per
superare la crisi stanno sposando politiche di condivisione
degli utili, vale a dire condividere con tutti i dipendenti una
percentuale della ricchezza prodotta.
Un’idea che sembrerebbe
nobile e farebbe sentire tutti parte di una squadra vincente e
responsabilizzerebbe i singoli soggetti agenti.
Uno Stato Nazione come
il nostro, dovrebbe attuare politiche sociali similari di
condivisione delle utilità marginali di sistema, incentivando le
famiglie, le giovani coppie, il sostegno ad una vera politica
per la natalità.
Ma queste politiche non
vengono attuate né a livello centrale né a livello periferico.
La costruzione di una
società meritocratica e che allevi sé stessa passa attraverso
l’investimento nel futuro e nelle aree marginali o cosiddette
fas vale a dire aree sottoutilizzate.
Si governano le
emergenze, si programmano manutenzioni, si fa il possibile per
seguire i fatti e gli accadimenti, ma sempre meno sono gli
uomini di Governo che creano fatti e accadimenti per guidare gli
eventi.
Sembra che tutti siano
vittima di un eterno girotondo dove il movimento è comune a
tutti ma la circolarità e l’azione non portano da nessuna parte,
se non danno l’impressione del movimento che in realtà è un
movimento statico, e dunque inutile.
Per qualche settimana il
mezzogiorno è entrato nell’agenda politica del Governo, ma né è
uscito frettolosamente dopo che è stata aggiustata la pratica
Sicilia.
Lo stivale dunque deve
far da sé, per sperare di rimanere attaccato al resto del paese
mentre nessun piano straordinario per le imprese del sud, per i
giovani del sud, o per le amministrazioni del sud è in agenda e
preveda un’attuazione imminente.
E dire che basterebbe
un pizzico di volontà, fantasia, e qualche spicciolo.